Leggendo #232 – Un corpo smembrato

Questo articolo è stato scritto e pubblicato su Salt Editions


Non stupisce ritrovare Luigi Ghirri fra gli artisti che hanno ispirato Samuele Canestrari e Luigi Filippelli per Un corpo smembrato, fra le ultime uscite del 2021 di Eris Edizioni. Ce ne sono pochi di graphic novel come questo che con immagini forti e studiate riescono a vestirsi di una poesia incredibilmente crudele e malinconica, soprattutto agli occhi di chi conosce fin troppo bene le dinamiche della provincia.

Sembrano esserci nebbia, polvere e poca luce nelle giornate di Marina. È la stessa aria che probabilmente respira mentre lavora alla sua scultura in un laboratorio improvvisato nel suo paesino, lontano dalla grande città dove sperava di studiare arte e trovare la sua strada. Perché la protagonista di questa storia aveva previsto per sé un percorso ben preciso ma la vita è molto brava a complicare le cose e un evento familiare la costringe a tornare nella sua cittadina di provincia.

Se la città era sinonimo di sogno, desideri e ambizioni, il ritorno a casa si trasforma ben presto in turni al supermercato, futuro incerto – quello sempre – ma meno stimolante. Niente più conoscenze di persone che condividono con te le stesse fantasie, bentornata dipendenza dalle esigenze più semplici ed etichette che rimangono ancorate a te per quello che dicono e ricordano i compaesani dei tuoi parenti.

Nel piccolo paese Marina sente pezzetti di sé che se ne vanno, come elementi che cadono da una finestra al secondo piano. È il dolore di non poter scovare nuove opportunità per dare spessore e vigore alle sue opere, è la necessità di non soccombere a un mondo che obbliga a intraprendere deviazioni, alternative ai propri progetti per sbarcare il lunario.

Come fa la gente normale, si potrebbe pensare mentre nella stanza risuona Common People dei Pulp, citazione non troppo casuale considerato ciò che accade fra le corsie del video della band fondata a Sheffield nel 1978, le stesse in cui Marina lavora: I took her to a supermarket. I don’t know why but I had to start it somewhere. So it started there. I said “pretend you got no money” and she just laughed and said “oh, you’re so funny” I said “yeah… Well, I can’t see anyone else smiling in here”

Ma cosa succede se si vuole un futuro differente? Quando si vuole resistere al senso di impotenza nei confronti delle regole che la società ci detta?

Samuele Canestrari e Luigi Filippelli raccontano una storia intima, scegliendo il bianco e nero per rappresentare atmosfere fredde e visioni terribili nate dalla mente di chi lottando si sente sempre più andare in frantumi. Le sensazioni di Marina vengono delineate fino all’osso, così come l’intero volume di Un corpo smembrato la cui copertina sembra essere stata strappata per essere sostituita da un poster a dir poco meraviglioso. La rilegatura rimane così libera e visibile, come le ferite dell’animo di chi continua a sognare pur sapendo di non poterselo permettere.

E infine torniamo a lui, a Luigi Ghirri, che della provincia insieme a Gianni Celati ha saputo raccontare così tanto. I tratti che delineano cascinali e paesini compongono una mappa il cui percorso è rappresentato idealmente dall’opera stessa di Marina che, una volta completa, verrà integrata nel paesaggio. Un piccolo segno a rappresentare la forza di chi non stringe i denti pur sapendo di causare dentro di sé atroci sofferenze, alla continua ricerca del vero io.

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