Leggendo #132 – La vita con Mr. Dangerous

Avete presente i quadri di Hopper? Quelli dove i protagonisti paiono percorrere chilometri nella loro mente come se stessero cercando in qualche modo una via d’uscita sperando di ricevere risposte a tutti i loro perché fissando l’orizzonte o più spesso il vuoto? Ecco, La vita di Mr. Dangerous di Paul Hornschemeier è un Hopper lungo 160 pagine, dai colori accesi ma opachi, dalle pagine ruvide ma sincere, dalla copertina cartonata colorata che è una meraviglia guardarla fra gli scaffali sapendo poi che le sue tavole nascondono segreti e verità che sono noi. È che l’ultimo lavoro edito da Tunué è davvero tutto ciò che si nasconde da sempre nei giovani di tutte le generazioni e io per raccontarvelo vorrei portarvi altrove, a bordo di un’automobile che viaggia verso casa la notte tardi, perché c’è qualcosa nel tornare a casa in auto la sera che cambia tutto.

I preparativi sono semplici: mettersi al volante, cercare la playlist perfetta (sempre più spesso la più triste e malinconica) e poi partire. È che scegliere di mettersi alla guida la sera, quando il sole se ne sta andando e la notte corre veloce per arrivare dove stai viaggiando, è scegliere di farsi condurre dai fari che illumineranno solo ciò che è veramente necessario per lasciare nelle tenebre tutto ciò che ti circonda. È una sensazione che solletica il corpo, fidarsi di due fanali e scordarsi di tutto ciò che c’è realmente attorno, pensare solo a evitare le buche che potrebbero comparire improvvise e a chi si potrebbe nascondere dietro la curva, fermo in mezzo alla corsia con le quattro frecce. È che in qualche modo guidare la notte rende tutto più semplice: non bisogna pensare ai problemi perché ci si concentra su gesti ormai abitudinari. La prima, poi la seconda, arrivi in terza e di nuovo a scalare che quel pazzo davanti a te sta frenando. Quando si è alla guida si lascia correre sulla propria pelle ciò che non vorremmo vedere o sentire proprio come Amy, la protagonista de’ La vita con Mr. Dangerous, che pare scegliere di vivere la sua esistenza come un eterno viaggio nella notte, senza scegliere, lasciandosi solo guidare dai fari.

img_9762Tra le cose belle di La vita di Mr. Dangerous c’è che questo fumetto inizia subito, la storia la puoi prendere al volo. È così che scopriamo essere il ventiseiesimo compleanno di Amy e che il giorno prima del tuo essere più vecchia di un anno non le ha portato davvero quelle gioie ed entusiasmi che tutti si aspettano quando ogni dodici mesi arrivano i festeggiamenti, quando si finge di non voler nulla in regalo e invece si vorrebbe anche solo una piccola dimostrazione d’affetto fatta con il cuore. Amy sa di non doversi aspettare nulla di che tanto che per convincersene vorrebbe scordarsi di quel giorno dell’anno che la rende più speciale. Il problema di Amy, sostanzialmente, è che mentre guida e mentre vive non vorrebbe smuovere nulla di ciò che le sta intorno, non vorrebbe scoprire cosa si nasconde sotto gli strati di polvere che le si sono accumulati sopra il cuore e l’esistenza intera.

Perché Amy ha un lavoro che non ama, un gatto che miagola spesso e una madre sempre preoccupata. Amy è tutti noi che siamo lì, a fare qualcosa che non amiamo ma nemmeno odiamo, a capire cosa potrebbe accadere nella nostra vita ma senza metterci mai davvero in gioco. Vorrebbe vivere, Amy, ma non lo fa: non ne ha voglia. Perché farsi deludere ancora?

… e una dovrebbe mantenere un approccio positivo sapendo che la gente non fa che farsi cose orribili a vicenda?

La vita potrebbe cambiare, qualcuno potrebbe entrare a farne parte e rompere i cardini delle abitudini ma perché lasciarglielo fare? Amy si pone tutte queste domande e noi con lei perché ne’ La vita di Mr. Dangerous si riassumono tutte le paure di generazioni e generazioni, i timori che sono i più umani e i più sensibili ovvero quelli difficili da raccontare ma certamente provati. Nell’opera a colori di Paul Hornschemeier ci sono tutti questi momenti ma soprattutto c’è un particolare che ora è così caratteristico nelle nostre vite tanto che non ci rendiamo conto di quanto fosse diverso solo alcuni anni fa.

Sto parlando delle serie TV e dell’amore che ognuno di noi ha cominciato a maturare per personaggi fittizi che hanno iniziato a far parte delle nostre vite. Siamo abituati a divorare stagioni e stagioni, a scandire i giorni con il numero di puntate viste, aspettando il weekend per fare una maratona e maledicendo la stanchezza in settimana che non ci permette di lasciarci fermi sul divano a farci passare vite addosso. Eppure ciò non è stato sempre possibile: Amy fa parte di quel periodo in cui ancora non c’era il servizio di streaming e quindi capitava di guardare ciò che il palinsesto proponeva, repliche di episodi passati in attesa di nuove puntate della stagione preferita. Nonostante ciò Amy si fa cullare dagli episodi già visti e soprattutto dal suo personaggio preferito, Mr. Dangerous, che tante volte ci ho pensato a cosa mi sarebbe accaduto se ci fosse stato Walter White a farmi compagnia in certe nottate perse a pensare ai mille perché con quell’espressione sul volto tipica di quei quadri di Hopper di cui si parlava prima.

Quello di Paul Hornschemeier si può definire così un lavoro meticoloso, una ricerca laboriosa di tutto ciò che la mente elabora quando ci si ritrova a pensare se si è felici e se mai si potrà esserlo davvero trasformando così La vita di Mr. Dangerous in un’opera raffinata, fragile ma incantevole. Un piccolo uragano che smuoverà le vostre vite e che a fine lettura vorrete abbracciare e stringere al vostro petto, proprio come fareste con il personaggio della vostra serie tv preferita dopo il gran finale.

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