Leggendo #151 – Uomini nudi

Ci sono libri che, emotivamente parlando, sono fortissimi e Uomini Nudi di Alicia Giménez-Bartlett è uno di questi. Parlarne non è così semplice perché questo romanzo di quattrocento pagine lo si divora in pochissimo tempo, sul terrazzo mentre si cerca di godere del poco vento che c’è e in tram mentre in una Milano deserta si va verso il lavoro e un nuovo capitolo che si sta scrivendo. Uomini nudi entra così intensamente e prepotentemente nella testa del lettore perché è proprio come la parola su cui cade l’occhio nel titolo: nudo. Non ha riguardi, non ha remore: Uomini nudi descrive tutte le vicende così come accadono, si muove attorno ai protagonisti ma soprattutto nelle loro teste per scavare nel loro animo più profondo.

Quello di Alicia Giménez-Bartlett, infatti, è uno stratagemma che funziona sempre ma che lei utilizza divinamente. La voce narrante è un io che continua a cambiare, è un susseguirsi di racconti da parte di un personaggio e poi di un altro, tanto da trasformare il romanzo in un continuo confidarsi e raccontarsi ma, soprattutto, un vivere le vicende narrate da infiniti punti di vista. Ed è proprio qui che Uomini nudi dà il meglio di sé. I protagonisti, come si può dedurre dal titolo stesso, sono nudi davanti alle figure femminili, fisicamente e psicologicamente, ma soprattutto davanti al lettore. Le menti contorte di tutti i personaggi di Alicia Giménez-Bartlett si presentano nitidamente davanti al lettore che preso dalla foga della lettura anticipa e costruisce con lo scrittore le vite di Iván e Javier.

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Palazzolo S/O – Comet K 35

Ogni personaggio in Uomini nudi vive una lenta ma continua evoluzione, una crescita interiore paragonabile a quella di Walter White in Breaking Bad, una presa di (in)coscienza così rara eppure così profonda che trasforma questo libro in un qualcosa da non perdere, in una lettura feroce e assetata come il desiderio dei protagonisti di vivere intensamente tutte le emozioni più forti, ognuno le proprie.

Alicia Giménez-Bartlett ha scritto un romanzo dalla potenza incredibile, un qualcosa che raramente capita di trovare fra gli scaffali. Crudo e diretto, come solo le storie più complicate ma studiate nei minimi dettagli possono essere.

E tu come le guardi le Serie TV?

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Non è più peccato dirlo: le serie tv sono diventate ufficialmente la droga del nuovo millennio. Medical series, thriller, storie d’amore infinite, nemici da sconfiggere e Tardis in giro per l’universo: da ogni piccolo schermo di tutto il mondo grandi e piccini si appassionano, si lasciano commuovere, si emozionano vivendo nuove avventure e spericolanti inseguimenti. Il punto in comune fra tutti gli amanti delle serie tv? L’inevitabile tensione del corpo alla visione di ogni puntata che, senza la necessità delle parole, chiarisce lo stato mentale di ognuno di loro: “E ora cosa accadrà?“. Olivier Culmann, un fotografo di origini parigine, ha ben pensato di dimostrare tutto ciò in Watching TV: con la sua macchina fotografica ha deciso di girare il mondo per immortalare i soggiorni e le camere di tutti gli appassionati seriali. Chi si mangia le unghie sperando che Sherlock scopri presto l’assassino, chi si annoia perché Jesse Pinkman non ha ancora detto “Bitch!”, chi si addormenta perché la moglie vuole vedere quel maledetto Grey’s Anatomy invece di farsi una buona scorta di risate con Lillyhammer: Olivier Culmann si è divertito a ritrarre tutti i volti più particolari, più appassionati, più allucinati e più divertenti per scoprire che tutti, mannaggia a noi, passiamo la metà di ogni episodio a cercare la posizione più comoda sul divano.