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Venghino Signori, venghino.

Questa sera, solo per voi, propongo la mia prima intervista, la più sudata e agognata intervista della mia vita, già lo so. Detto chiaramente terra terra, l’improvvisato colloquio è stato semi studiato nell’arco di mezz’ora perché la responsabile iniziale è stata poco bene e io l’ho dovuta sostituire. Panico, paura, ansia e agitazione! Il lavoro finale non è esattamente ciò che speravo e che volevo in realtà condividere. Non so quando mi ricapiterà di fare una bella chiacchierata sulla professione e sulla vita dell’intervistato e ricavarne le tre pagine iniziali di intervista che sono state poi tagliuzzate, dimezzate, strappate per problemi tecnici e di redazione. Il mio fortunato incontro è avvenuto con Bianco, cantautore milanese che non ha avuto peli sulla lingua nel raccontarmi ciò che gli è accaduto dopo la pubblicazione di Nostalgina (2011) e di La Storia del Futuro (2012).

Potete trovare il mio incontro fortunato a questo link: intervista a Bianco per melty.it.

Nonostante tutto, sono contenta dell’occasione avuta e spero un giorno di poter trasmettere ciò che veramente vorrei. I progetti nella mia mente cominciano a prendere forma e forse comincio a vedere quello che vorrei un giorno. Forse eh!

Divenire – Ludovico Einaudi

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E affacciato al davanzale, godendomi la giornata al di sopra del volume della città intera, un unico pensiero mi riempe l’animo: il desiderio intimo di morire, di finire, di non vedere più alcuna luce su città alcuna, di non pensare, di non sentire, di lasciare indietro, come una carta da imballaggio, il percorso del sole e dei giorni; di togliermi di dosso, come un abito pesante, vicino al grande letto, lo sforzo involontario di essere.

Il Libro dell’Inquietudine – Fernando Pessoa

Leggendo #17 – La forza della protesta di Joe Sacco

È difficile parlare di un opera come “Palestina, una nazione occupata” di Joe Sacco. È difficile perché sono infinite le tematiche che si vanno a toccare nominando uno nazione che pare quasi che non potrà mai vivere veramente in pace, nominando guerre e conflitti che paiono ancora oggi interminabili e infiniti.

La tematica è forte e di certo è già stato trattata più volte ma credo che qui si sia compiuto un lavoro che veramente in pochi sono riusciti a fare. L’abilità di Sacco di lanciarci violentemente in mezzo ai tumulti e alle stragi della Palestina è alquanto incredibile e decisamente chiara e cristallina. Tra le diverse graphic novel dedicate alla questione, trovo che “Palestina” sia decisamente la migliore: la situazione viene spiegata con energia e non si cerca di equilibrare il proprio parere perché violenza e protesta vengono messe in primo piano senza ritegno, sia per meglio spiegare e chiarire la situazione, sia per poter dimostrare alla critica la proprio posizione ferma e decisa.

Tra campo profughi e trasposizioni di interviste intense e colme di sentimento, il tratto di Sacco si delinea nelle pagine e accompagna tavole colme di informazioni, quasi a sembrare un libro, a tavole che paiono intere vedute aree della città.

E noi siamo qui a parlarne, ma i fatti quando li faremo?