Rear Window e il mondo dell’arte nella fotografia

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Vi ricordate Rear Window – La Finestra Sul Cortile, la nota pellicola di Alfred Hitchcock del 1954 con una bellissima Grace Kelly e un altrettanto affascinante James Stewart? Arne Svenson, fotografo statunitense, ha voluto citare uno dei capolavori della storia del cinema nella sua nuova serie di scatti intitolata The Neighbors. Con infiniti riferimenti al mondo dell’arte, in primis le indimenticabili e pluri omaggiate tele di Edward Hopper, Arne Svenson ha voluto spiare i vicini del proprio studio fotografico nella loro vita quotidiana immortalando vari momenti della giornata. Un poco irriverente e forse non troppo educato, il fotografo ha creato una serie ricca di sfumature e colori che a ben guardare non dista molto da Watching TVle fotografie di Olivier Culmann con protagonisti gli amanti delle serie tv. Quali segreti nasconderanno le vite dei vicini di Arne Svenson?

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E tu come le guardi le Serie TV?

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Non è più peccato dirlo: le serie tv sono diventate ufficialmente la droga del nuovo millennio. Medical series, thriller, storie d’amore infinite, nemici da sconfiggere e Tardis in giro per l’universo: da ogni piccolo schermo di tutto il mondo grandi e piccini si appassionano, si lasciano commuovere, si emozionano vivendo nuove avventure e spericolanti inseguimenti. Il punto in comune fra tutti gli amanti delle serie tv? L’inevitabile tensione del corpo alla visione di ogni puntata che, senza la necessità delle parole, chiarisce lo stato mentale di ognuno di loro: “E ora cosa accadrà?“. Olivier Culmann, un fotografo di origini parigine, ha ben pensato di dimostrare tutto ciò in Watching TV: con la sua macchina fotografica ha deciso di girare il mondo per immortalare i soggiorni e le camere di tutti gli appassionati seriali. Chi si mangia le unghie sperando che Sherlock scopri presto l’assassino, chi si annoia perché Jesse Pinkman non ha ancora detto “Bitch!”, chi si addormenta perché la moglie vuole vedere quel maledetto Grey’s Anatomy invece di farsi una buona scorta di risate con Lillyhammer: Olivier Culmann si è divertito a ritrarre tutti i volti più particolari, più appassionati, più allucinati e più divertenti per scoprire che tutti, mannaggia a noi, passiamo la metà di ogni episodio a cercare la posizione più comoda sul divano.

L’impero colpisce ancora (con le Lego)

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Prendete le Lego e mettetele sul tavolo. Prendete il dvd preferito e fate partire sul vostro schermo L’impero Colpisce Ancora, il quinto film della saga Guerre Stellari (o il secondo in ordine di produzione). Ora, cominciate a giocare e liberate la fantasia senza dimenticarvi di tenere alla vostra portata una macchina fotografica. Sto delirando? Assolutamente no! È ciò che ha pensato di fare un illustratore e fotografo finlandese,  Vesa Lehtimäki a.k.a Avanaut, grande appassionato di saghe cinematografiche e amante dei piccoli mattoncini colorati famosi in tutto il mondo. Ispirato ai suoi film preferiti, a partire da Star Wars passando per il Signore degli Anelli senza dimenticare il recente Lo Hobbit, Avanaut ha ricreato con le sue Lego le atmosfere dello spazio e della Terra di Mezzo senza dimenticare i particolari del paesaggio e delle sceneggiature. Ne sono nate, così, delle fotografie strepitose che portano nella realtà piccoli ma imponenti mondi del grande schermo.

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La Grande Mela dal manubrio di una bicicletta

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Cosa fa un fotografo che ha una seconda passione oltre al piacere degli scatti? Semplice, cerca di unire i due hobby in un unico lavoro! È ciò che ha pensato di fare Tim Sklyarov, un graphic designer che non esita a impegnare il suo tempo libero nella fotografia e nel suo mezzo di trasporto preferito: la bicicletta! Nel suo ultimo lavoro, quindi, ha ben pensato di immortalare la sua città, l’immensa New York, da un punto di vista decisamente diverso da quello a cui siamo abituati da sempre, ovvero, il manubrio della sua due ruote. Su e giù per la sconfinata Grande Mela, gli scatti di Tim Sklyarov sono la prova che una metropoli è bella da qualsiasi angolazione e, soprattutto, a prova di qualsiasi ciclista.

Il surreale per raccontarsi

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A volte non sappiamo parlare di noi stessi come vorremmo e quindi, onde evitare spiacevoli incomprensioni, preferiamo far parlare le immagini che condividiamo, le foto che scattiamo e/o gli autoritratti che immortaliamo. A pensarla così c’è anche Megan Christine,  la fotografa e artista americana conosciuta anche come EarthTreader. E la Terra, la nostra Megan, pare proprio leggerla bene così come l’animo umano che intrappola nelle sue foto destinate a diventare mondi surreali. In effetti, dopo Vikram Kushwah e Joel Robison, anche Megan Christine ha voluto raccontarsi con scatti particolari dalle atmosfere irreali ma con la differenza di mettersi in gioco e diventare la protagonista dei suoi lavori. Autoritratti, quindi, con protagonista la fantasia e scatti rubati che trascinano in mondi quasi fiabeschi.

Quando il tempo perso è più vivo di quello vissuto

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Che poi è un paradosso, lo so. Che poi non si inizia mai una frase con il “che” ma io, quando sono presa da quel lancinante sospetto che mi abbiano spiato dentro, non capisco più nulla. E ora sono assolutamente e totalmente persa dopo aver visto la serie di scatti “Memoirs of Lost Time” creata da Vikram Kushwah in collaborazione con la scrittrice, ricercatrice e fashion designer Trisha SakhlechaTonalità pastello e atmosfere surreali, che tanto ricordano la bellezza e leggerezza di Joel Robison, ma che riprendono quei sogni e mondi interiori che tanto caratterizzano coloro che vivono meglio il tempo che perdono piuttosto del tempo che vivono. Libri, natura e sguardi persi nel vuoto, quei disincanti legati agli incanti della Letteratura e delle pagine piene di vita, quella vita che a volte non è poi come la vorresti. Grazie a Fools Journal per la scoperta, grazie a Vikram Kushwah per farmi sentire un poco più reale. 

Costruire Giochi

Il fatto che sia venuta alla conoscenza di “Ai Pioppi” da un sito straniero, Fubiz, mi fa pensare a quanto tutto sia così sostanzialmente sbagliato. Ancora una volta l’Italia si è dimenticata di celebrare un’artista mancato, e mancato non perché non è riuscito nel suo lavoro ma perché il titolo ancora non gli è stato riconosciuto. Da quarant’anni, infatti, Bruno gestisce l’osteria nel bosco di Nervesa della Battaglia (Treviso). Oltre alle salamelle e alla pressata, però, Bruno si è dedicato ad un’attività particolare: la costruzione di un parco. Mano ai ferri e alla vernice colorata: solo la fantasia guida le mani di Bruno che nel video di presentazione racconta come abbia imparato a saldare semplicemente per poter poi costruire montagne rosse e giochi divertenti per i suoi ospiti. Organizziamo subito una  gita! Nel frattempo, il video si può vedere su Vimeo!