Leggendo #228 – Night Bus

Questo articolo è stato scritto e pubblicato su Salt Editions


Due lenti grandi e spesso opache possono essere un filtro invece che uno strumento per vedere meglio? È questo il primo elemento su cui cade l’occhio del lettore di Night bus, poetico graphic novel dell’artista cinese classe 1983, Zuo Ma, edito da Bao Publishing e così suggestivo da ricordare gli ingredienti più speciali delle migliori produzioni Ghibli.

La natura che avvolge ogni personaggio, trasformandosi da benigna a maligna; un pullman che sembra attraversare universi lontani fra loro, come nel decimo episodio di Sailor Moon in cui alcuni studenti del liceo finiscono in una dimensione oscura per colpa di un malvagio nemico.

Anche Night Bus è un racconto con tanti tipi di incontri, tutti ambientati lungo la strada e mai in modo troppo casuale. In questo graphic novel non ci sono buoni o cattivi; tavola dopo tavola ci si rende conto che non ci sono definizioni precise ma solo un’unica e grande realtà: la memoria, con i suoi pregi e difetti, può creare giochi inimmaginabili.

Tutto questo era già successo! Probabilmente durante l’infanzia, probabilmente in un sogno…Solo che il limite tra la realtà e il mondo dei sogni si era fatto meno definito col passare del tempo…

È forse questo il compito più arduo durante la lettura di Night bus: la difficoltà di intuire dove termina il presente e inizia una fantasia, capire se quello che leggiamo è frutto di un’immaginazione, di un ricordo risvegliato o di un sogno.

La storia prende il via da un fatto più che semplice: una ragazza non riesce a prendere l’ultima corsa del suo solito treno e si ritrova ad attendere un autobus notturno, un mezzo di trasporto con a bordo volti quasi noti, ma non facilmente riconoscibili. La grande montatura degli occhiali della ragazzina è un po’ la chiave per interpretare ogni incontro, scoprire il vero io che si nasconde dentro i comportamenti di ogni passeggero mentre l’autobus prosegue in un continuo mix di paesaggi pazzeschi, da ponti sospesi sulle città a viste sulla campagna più sperduta.

La struttura del racconto, che può sembrare inizialmente frammentata, rappresenta invece il processo di una riscoperta, il desiderio dell’autore di ricostruire una vita, reale e immaginaria, di una nonna o vicina di casa anziana che si ama. Perché il segreto non sta nelle definizioni, che a volte sono solo un inghippo: meglio procedere a passi lenti, scoprire cosa accade piano piano e lasciarsi guidare solo dalle sensazioni e dal voler vivere un periodo della propria vita che più si preferisce, considerando anche l’annullamento della realtà.

Si tratta di follia? Forse sì, oppure è semplicemente un modo per scappare da un presente troppo alienante e trovare rifugio in uno spazio-temporale qualsiasi purché lontano da qui.

Night bus di Zuo Ma ci trasporta in posti reali e di fantasia, dove a volte la mente si nasconde, un po’ per paura, un po’ perché a volte si sta bene lì: lontani dalla quotidianità.

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