Leggendo #198 – Nellie Bly

Questo articolo è stato scritto e pubblicato su Salt Editions


Mai dubitato del successo di Nellie Bly, la sua aria intrepida lo lasciava presagire. Urrah per lei e per il direttore del World! Urrah! Urrah! – Jules Verne

Settantadue giorni, sei ore, undici minuti e quattordici secondi. È questo il tempo che la giornalista Nellie Bly, all’anagrafe Elizabeth Jane Cochran, impiegò per fare il giro del mondo con l’obiettivo di sfidare il protagonista del ben noto romanzo di Jules Verne. Perché questo mettersi alla prova? Perché era una donna e nessuno ci credeva in un’impresa simile. Dobbiamo necessariamente sottolineare che fosse una donna? Certo che sì, soprattutto perché erano gli ultimi decenni dell’Ottocento. Nellie Bly è la protagonista dell’omonimo graphic novel scritto da Luciana Cimino e illustrato da Sergio Algozzino, uscito nelle librerie da pochi giorni e primo volume della nuova collana di Tunué, Ariel, curata da Simona Binni, illustratrice e fumettista già nota a di Salt Edition. Questa di Nellie è una biografia di quelle speciali e queste prime righe così ricche di informazioni solo solo un piccolo anticipo di tutto l’entusiasmo e la passione che si ritrovano nelle avventure della protagonista di queste tavole.

La storia di Nellie Bly inizia nel 1864, alla sua nascita in un paese della Pennsylvania. Non conobbe particolari ricchezze e forse proprio quest’assenza riuscì a contraddistinguerla dalle “giornaliste” del tempo, spesso redattrici per le rubriche di moda e cucina ma soprattutto benestanti e poco inclini al racconto della società. Nellie Bly, invece, fu una delle prime giornaliste a lanciarsi nel mondo dell’indagine: per il New York World, Nellie si finse pazza per farsi rinchiudere in un manicomio femminile dove aveva sentito dire che le pazienti erano trattate con estrema crudeltà. Fu il primo di uno dei suoi futuri travestimenti, uno dei primi lavori di giornalismo investigativo scritto da una donna.

Non è a questo che dovrebbe servire il giornalismo?  Non scriviamo forse per migliorare lo status degli ultimi?

Il manicomio con i suoi maltrattamenti alle pazienti, le fabbriche con gli stipendi per le operaie sempre troppo bassi rispetto alle ore e alle condizioni di lavoro: furono questi i primi scandali che Nellie Bly portò alla luce per uno dei quotidiani più importanti di New York dimostrandosi in questo modo una piccola Lupin che invece di rubare tesori si porta a casa le verità celate dietro le bugie. Ma una delle peripezie per le quali divenne più famosa fu quella di realizzare il giro del mondo in meno di 80 giorni perché l’Ottocento era il secolo con gli abiti femminili quasi cuciti solo per il gusto di limitare piuttosto che facilitare i movimenti. Contro ogni pregiudizio e malaugurio, Nellie Bly realizzò quindi il suo piccolo ma grande sogno incontrando durante il viaggio lo stesso Jules Verne e ricevendo complimenti dallo scrittore per il raggiungimento del suo traguardo.

“Una donna non può viaggiare da sola, ammettiamolo. Non senza chaperon o qualcuno che l’accompagni. Si rovinerebbe la reputazione.”

Una storia unica, questa di Nellie Bly che diventa l’eroina del primo graphic novel interamente realizzato in digitale da Sergio Algozzino e un personaggio da riscoprire in un periodo storico in cui c’è ancora tanto bisogno di sentirsi raccontare avventure al femminile con donne forti, senza paure, pronte a superare ogni odio e preconcetto. Il volume scelto da Simona Binni per aprire le danze di questa nuova collana Tunué, Ariel, è snello, di facile lettura e con colori che richiamano meravigliose trame che fanno viaggiare nel tempo come quelle che colorano l’abito di Nellie Bly, vestito confezionato per il suo tour attorno al mondo.

P.S. Sì, Nellie Bly è anche il titolo di una canzone che una volta ascoltata si ripeterà nella vostra testa per un bel po’.

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