Leggendo #126 – Tobiko

Leggevo Tobiko di Maurizia Rubino in un pomeriggio assolato di quelli terribilmente complicati, di quelli che vorresti dire tutto ma niente, di quelli che vorresti così tanto compagnia ma sapendo di non averla ti convinci che si sta bene soli. Insomma, stavo in quel limbo che passa dall’odio per l’umanità intera alla necessità di farsi abbracciare da almeno i tre quarti della popolazione mondiale quando mi è balzato alla mente il problema più incredibile, quel bisogno assurdo che si ricerca e che, ovviamente, mai si trova: qualcosa di irraggiungibile ma che ogni volta si tenta di conquistare. Sto parlando della più grande utopia, quella che è rappresentata dal desiderio di poter salvare le persone e con questo non si intende cambiarle o deviarle o rimproverarle ma semplicemente tentare di aiutarle a trovare se stesse, ovunque siano, cercando nuovi punti di vista e il desiderio di mostrar loro i racconti della loro vita da angolazioni a loro sconosciute, o semplicemente non tenuti in considerazione, per ampliare il loro raggio d’azione che si traduce nella possibilità di scegliere e vedere le cose come stanno realmente.

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Argomentare tutto ciò viene sempre abbastanza semplice. Quante volte è capitato di dare un parere sincero e veder chiudere portoni per mancanza di volontà di chi ascolta di sentire ciò che conosce bene ma che non vuole accettare? Quante volte, quindi, ci siamo morsi la lingua per evitare di dare pareri troppo scomodi? E quante altrettante volte abbiamo deciso di tacere a causa dell’impressione di parlare a un muro che riflette solo il negativismo e la mancanza di liberarsi da una determinata situazione? Tantissime, troppe, infinite volte.

Non andrò a cadere nell’ambito dei se e dei ma che stanno sempre dietro l’angolo a captare ogni singolo movimento per cercare di allontanarlo dalla meta corretta, parlo però di tutti quei gesti ma soprattutto scelte che portano Tobiko a rincorrere Pop, a scendere nella parte più delicata ed intima del suo corpo per cercare di trovare un modo per salvarlo, per riportarlo al Pop del primo incontro, quello curioso che voleva spiccare il volo e stupire la piccola Tobiko in qualsiasi modo.

Hai fatto in modo che mi fidassi di te e guarda cosa è successo.

Tobiko è terrorizzata ma non dalle ferite e dall’improvvisa violenza di Pop ma da quella cicatrice a forma di cuore che rappresenta qualcosa di più profondo, che scava dentro la piccola umana sopravvissuta in un’era dove orsi e corvi si scontrano, un mondo completamente devastato dall’odio e dalla competizione fra specie che hanno portato alla sparizione della maggior parte di esse.

Il mondo creato da Maurizia Rubino è completamente irreale ma reso vivido e lucido dai sentimenti, dai battiti del cuore che si trasformano in istanti di tachicardia, quando il peggio sembra arrivare ma non lo si vuole prendere in considerazione, non si vuole proprio pensare che ogni sforzo è stato vano.FullSizeRender 2

Questo della Bao Publishing è un volume speciale: le tavole sono immerse nei colori, il tratto dell’illustratrice milanese crea un mondo tra il fantasy e il fantascientifico che diventa però umano e palpabile quando le emozioni prendono il sopravvento e ci si ritrova così a pensare a quanto ne vale la pena, se dopotutto conviene ritentare di spiccare il volo verso la persona amata o liberarsi di tutto viaggiando in un universo nuovo. La risposta, purtroppo, non è mai così immediata.

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3 thoughts on “Leggendo #126 – Tobiko

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