Leggendo #125 – Anime Baltiche

Pensavo fosse romanzo invece era critica letteraria.

Anime Baltiche di Jan Brokken potrebbe riassumersi semplicemente così. Le pagine dello scrittore e viaggiatore olandese che mi hanno rubato il cuore sono un insieme di storie e di vite che io manco ci avevo pensato che quella era tutta realtà: l’intreccio, la maestria nel raccontare le vicende, i personaggi così incredibilmente sconosciuti ma che hanno toccato la notorietà in un modo delicato ma profondo mi hanno portato altrove, nella letteratura più raffinata che mi sono ritrovata a leggere negli ultimi mesi. Anime Baltiche è una poesia, è un libro edito da Iperborea che in libreria lo si trova nella sezione critica letteraria ma che per me può benissimo finire fra i migliori romanzi del Novecento o, ancora meglio, in una raccolta di racconti da gustarsi nascosti in camera, lontano dall’afa e dagli ombrelloni.

FullSizeRenderE io starei qui a raccontarvi tutte le meraviglie che si trovano fra le pagine di Jan Brokken ma è veramente impossibile riuscire a trasmettere la scorrevolezza e la calma dello scrittore che con un linguaggio semplice ma mai banale descrive un mondo totalmente distante dal nostro, qualcosa di veramente unico e particolare da non trovare paragone. Sono le storie, poi, a rendere unico e delicato Anime Baltiche, le storie di chi si è ritrovato a vivere gli anni più bui e crudeli del secolo scorso, quelli che i manuali di storia hanno cercato di nascondere sotto il tappeto, come si fa con la polvere, e sono le vite, inoltre, a raccontare tutto ciò attraverso le parole del viaggiatore – scrittore che utilizza i propri personaggi per portare il passato nel presente.

Quello che ho amato moltissimo di questo libro, infatti, oltre alle vite di Gary Romain, alla tele di Rothko e ai più valorosi ribelli, è lo spirito di Jan Brokken che, emozionato ed entusiasta, va alla ricerca di un’Europa vicina ma lontana. Ho amato la volontà dell’autore di capire e descrivere un popolo partendo da un qualcosa che non sempre viene analizzato ovvero dal modo in cui la storia plasma e raffina comportamenti e modi di accogliere. A caratterizzare il lavoro di Jan Brokken, così, è la voglia di comprendere l’animo dei locali ma soprattutto le persone, quello che pensano e provano. Con questi presupposti, raccontare vite altrui non è più scrivere solo biografie ma costruire scenari in cui far muovere i prescelti come personaggi dentro a un romanzo, è far pulsare ogni sentimento sulla carta e renderlo reale, vivido, così concreto da sembrare finzione. E non mi stupisce che tutto ciò avvenga viaggiando, quando la mente è libera, quando si è pronti a vivere qualsiasi avventura, disposti a inciampare in qualsiasi imprevisto e vivere nuove vite, nuovi mondi, nuovi avventure.

Perché viaggiare, insieme a leggere e ascoltare, è sempre la via più breve per arrivare a se stessi.

E Jan Brokken, questo, lo sa molto bene.

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3 thoughts on “Leggendo #125 – Anime Baltiche

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