Leggendo #115 – Nessuno scompare davvero

(..) era tanto facile trovarsi una vita improvvisata, una vita che non contemplasse né il passato né il futuro.

Tutto qui. Nessuno scompare davvero di Catherine Lacey potrebbe semplicemente riassumersi in questa frase se non fosse che questa non è una citazione completa ma semplicemente uno stralcio di un pensiero molto più lungo e meglio articolato, uno dei tanti flussi di pensiero che si ripetono in questo BigSur dalla potenza disarmante. Grazie a Edizioni Sur, infatti, arriva in Italia un romanzo che è di per sé difficile, arduo da leggere senza perdersi nei meandri più profondi della mente di Elyria, la protagonista, e complicato da digerire una volta arrivati all’ultima pagina.

Perché Nessuno scompare davvero non porta da nessuna parte pur iniziando con un volo dall’altra parte del mondo. Catherine Lacey, semplicemente, introduce una situazione che è quella e pare non essere destinata a cambiare: Elyria ha uno zaino in spalla, prende un volo e se ne va lontano dalla sua vita. La cosa più disarmante è che non c’è un vero e proprio motivo. L’addio alla quotidianità è un mix di dissapori, di momenti non spiegati, di respiri profondi e paturnie non ascoltate che hanno portato Elyria a voler scappare lontano senza tenere in considerazione, forse, che non è possibile scappare da se stessi.

(..) e anzi alcune mattine, pur essendo me stessa, vorrei comunque essere una cosa che fugge lontano da me piuttosto che quella cosa cucita dentro di me per sempre.

IMG_7965Quello che non scompare davvero, nella vita e in questo romanzo, sono sostanzialmente i ricordi: nessuno scompare davvero finché abbiamo in testa tutti quei momenti che ci legano alle persone più care (o più odiate). Un poco banale, forse, ma decisamente l’unica costante della nostra vita dove è difficile, però, accettare che i ricordi più belli siano, ovviamente, i primi a essere destinati all’oblio mentre quelli brutti, quelli che dovrebbero subito finire nel dimenticatoio, siano quelli che restano e continuano a roderci il fegato e frantumarci il cuore.

(..) quei momenti così belli che gli avevamo chiesto di restare e ormai se n’erano andati tutti, perché i momenti non restano mai, che uno glielo chieda o no loro se ne sbattono, ogni singolo momento se ne sbatte, e quelli che uno vorrebbe poter srotolare come un’amaca per sdraiarcisi dentro, ecco, quelli sono i primi ad andarsene e si portano via tutto il buono che c’è, che ladruncoli, quei momenti, quelle ore, quei giorni che hai amato di più.

Mentre leggi Nessuno scompare davvero speri in una risposta. Pagina dopo pagina, immergendoti sempre più nelle paure più profonde di Elyria, mentre arrivi alla fine del romanzo, speri che Catherine Lacey possa lasciare un suggerimento, un’affermazione che ti possa risolvere il problema esistenziale e invece no. Se il problema è in te, nella tua testa, sei solo tu che lo puoi risolvere: il modo, poi, lo devi solo scoprire. Elyria, dal canto suo, pare non volerlo trovare o, forse, pare preferire accettarsi per lasciare le cose come stanno.

(..) prendiamo decisioni in base a meccanismi interiori che dipendono poco o niente dalla nostra volontà di attivarli;

Vivere, vivere realmente, è tutta un’altra cosa o così mi piacerebbe pensare. È prendere quei pezzetti che non ci piacciono e farli diventare ciò che vogliamo; è trovare in noi la parte che più non ci piace e tentare di sconfiggerla mentre diamo una pacca sulla spalla al nostro modo di essere più splendido che, unito a ciò che amiamo, fa di noi la parte più bella nella quale continuare a credere. È tanto difficile lasciare sulla strada tutto ciò che è legato a quella parte di noi dannatamente sbagliata ma quando mettiamo al centro noi stessi è inevitabile dover fare delle scelte. Perché poi, sia chiaro, più stiamo con noi più possiamo trovare chi fa per noi. E io in questa cosa ci voglio credere perché ci meritiamo di amarci, sì, ma anche di essere amati. 

 

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5 thoughts on “Leggendo #115 – Nessuno scompare davvero

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