Leggendo #104 – Letture facoltative

Ma ben presto ho capito che non potevo scrivere recensioni, e neppure ne avevo voglia. In ultima analisi mi son resa conto di essere e di voler restare una lettrice amatoriale, su cui non gravi l’imperativo di un’incessante valutazione. Per me, talvolta, il libro può costituire l’argomento centrale, talaltra solamente il pretesto per abbandonarmi a fuggevoli associazioni di idee. Chi vorrà definire queste Letture dei feuilleton sarà  nel giusto. Mentre chi si impunterà sul termine “recensione”, si sarà fatto una nemica.

E potrei non aggiungere altro: nella prefazione di Letture Facoltative, Wislawa Szymborska riassume tutto ciò che si dovrebbe sapere di questa raccolta e tutto ciò che ho sempre pensato sullo scrivere di libri e ciò che trasmettono. È dal marzo 2013 che scarabocchio su questo blog ed è dal primo e incespicante pezzo che ho voluto tentare di raccontare ciò che un libro mi voleva sussurrare fra le righe, ciò che la mia curiosità e la mia voglia di conoscere mi portava a cercare fra le pagine di un romanzo, di un fumetto o di una raccolta. Sono passati più di due anni e il mio istinto è ancora quello, tanto che ritrovare il mio pensiero all’inizio di un’opera così curiosa e poliedrica come quella della poetessa polacca mi ha aperto il cuore.

Wislawa Szymborska di Letture Facoltative è una donna curiosa, ironica, aperta a qualsiasi tematica e ambito editoriale. Le sue opinioni, raccolte in quest’opera edita da Adelphi, si concentrano su quei libri che non sono né letteratura né poesia ma tutto ciò che viene escluso dai generi “nobili” e che, sovente, vendono molto di più di un classico o di un saggio firmato dalle migliori penne storiche e/o contemporanee. Un’opera curiosa, quindi, che raccoglie diversi articoli pubblicati nei decenni dalla scrittrice polacca che con un sorriso e un poco di scherno si diletta fra gli argomenti più disparati: la vita degli animali, l’astronomia, il fai da te (la carta da parati ha bisogno di un professionista: non ci provate con le vostre mani!), la psicologia e la storia dell’umanità.

Ci sono diverse Letture che mi hanno colpito più di altre, sia per la tematica  che per lo stile della poetessa. Tra le migliori spicca L’importanza di farsi spaventare dove Wislawa Szymborska spiega come le fiabe dei fratelli Anderson dovessero essere necessariamente spaventose: il mondo sa essere terribile e i bambini, questo, lo devono sapere. Mostri, streghe, orchi e folletti dispettosi hanno sempre un motivo per essere presenti in una storia, guai a lasciare il bene e la bontà come unici protagonisti: senza il nemico, poi, come potremmo riconoscere gli amici?

Wislawa Szymborska nasconde fra le sue letture innumerevoli spunti che per ogni lettore diventano motivo di riflessione sulle pagine che più ha amato: perché la serietà pare la sorella maggiore dell’umorismo? Perché la risata deve essere inferiore a un discorso serio? E poi, perché sogniamo? Perché i racconti dei nostri sogni sono spesso completamente diversi da ciò che abbiamo realmente vissuto nella nostra testa durante il sonno? Un aspetto del sogno molto importante (e sottovalutato!) che Wislawa Szymborska paragona alla capacità di saper tradurre senza deviare dallo scritto originale, all’arte di raccontare che come tale deve essere sempre rispettata, soprattutto nel momento della traduzione (non è un caso se la scrittrice definisce spesso una copia polacca molto fedele e ben curata nel passaggio dalla lingua inglese).

C’è una dolcezza infinita, poi, nell’articolo dedicato alla moglie di Fëdor Dostoevskij, poche pagine che raccontano il grande amore ma soprattutto l’incomprensione che porta a chiedersi come una persona possa amarne un’altra così completamente diversa da se stessa. Wislawa Szymborska dà le sue motivazioni ben sapendo di non poter avere un giudizio su tutto: un esempio di qualcosa di inspiegabile per la poetessa, per esempio, è come uno scrittore tanto amato dai ragazzi, Jules Verne, fosse in realtà un pessimo padre. 

Tanti piccoli aneddoti si nascondono fra le pagine di Wislawa Szymborska che ci regala pagine divertenti alternate a riflessioni più profonde che diventano spesso un gioco, un artificio per poter scrivere e usare le pagine altrui per svelare pensieri che in altre occasioni non sarebbero mai arrivati sulla carta. Per un lettore forte, vero amante dei libri, Letture facoltative è un piccolo tesoro da non farsi scappare.

 

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3 thoughts on “Leggendo #104 – Letture facoltative

  1. Ciao! 🙂 Sono approdata sul tuo blog tramite instagram.
    Ho letto subito questa recensione di “Letture facoltative” della Szymborska, perché è una scrittrice che mi hanno consigliato in molti. Sicuramente dopo la tua recensione leggerò quest’opera! Hai scritto davvero una bella recensione (ma come fai? Sei bravissima, complimenti!) Appena posso, leggerò altre tue recensioni! Posso farti una domanda di curiosità? Prendi appunti mentre leggi un libro? Se sì, di che genere? Ti segni semplicemente le citazioni/passaggi che più ti colpiscono?
    Grazie mille e scusami, non voglio ficcare il naso nelle tue cose, è semplicemente una piccola curiosità, scaturita dalla tua recensione ben fatta. E’ la prima che trovo così piacevole da leggere, ma sopratutto che sprizza passione da tutti i pori. Si vede che sei una Lettrice con la L maiuscola!
    Buonanotte,
    Caterina

    • Ciao Caterina! Le tue parole mi fanno tantissimo piacere: è sempre bello scoprire di essere riusciti a trasmettere alle persone la propria passione, in questo caso la lettura. In realtà si, soprattutto se il libro non è mio cerco di segnarmi i passaggi o i capitoli che più mi hanno colpito e poi ritorno a leggerli prima di cominciare a scrivere.
      In realtà non ho un modello da seguire perché (fortunatamente!) ogni libro è diverso e differenti sono i pensieri e le riflessioni che trasmette: sostanzialmente mi faccio trascinare dalla scrittura, dell’autore del libro e poi dalla mia 🙂
      Spero di aver risposto in modo soddisfacente alle tue domande, per altre mi trovi sempre qui, quando vuoi!

      Buona giornata!

      • Assolutamente! La tua risposta è stata molto esauriente, grazie! 🙂

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