Leggendo #96 – L’universo di Olive Kitteridge

Vi ricordate quando vi dicevo che Trilogia della città di K era un libro pazzesco? Beh, se l’opera più famosa di Agota Kristof è stata definita così, all’ultima mia lettura spetta un’introduzione che includa entusiasmi come decisamente incredibile oppure veramente e assurdamente fuori dalle righe. 

Olive Kitteridge di Elizabeth Strout è un mondo a sé, un universo di infiniti personaggi di cui bastano poche pagine per innamorarsene. La delicatezza e la violenza dell’autrice di Portland sono disarmanti tanto quanto la sua capacità di metterci davanti a situazioni all’apparenza normali ma, improvvisamente, pronte a trasformarsi in eventi paradossalmente dolorosi e inaspettati, quei momenti destinati a diventare cicatrici, segni indelebili nel proprio cuore praticamente impossibili da scordare.

Olive Kitteridge, il personaggio più raccontato da Elizabeth Strout, compare e scompare fra le pagine del romanzo tanto da far capire al lettore che protagonista non è la vita dell’insegnante più temuta della scuola bensì l’intera cittadina che con i suoi abitanti, ma soprattutto i suoi segreti, rende ogni capitolo un nuovo gioco, una caccia al tesoro a Olive Kitteridge la cui storia viene filtrata dagli occhi del marito, del figlio, della vicina di casa, del collega o, più semplicemente, delle persone che incontrano la moglie di Henry puramente per caso, ad un evento o semplicemente al piccolo caffè vicino alla spiaggia.

E che dire poi della prosa di Elisabeth Strout? La scrittrice americana ha un modo tutto suo per raccontare gli eventi, la sua premura è di incantare il lettore con aneddoti dolci e spensierati per poi sorprenderlo nel cuore del racconto e risvegliarlo dal sogno che stava facendo. Perché la verità sfugge sempre, è difficile raggiungerla e definirla ma fortunatamente ci sono attimi preziosi dove piccoli gesti regalano emozioni pure.

Olive Kitteridge è una donna fragile eppure Elizabeth Strout ha scelto il suo nome per intitolare le sue preziose pagine. Il motivo? La speranza che continua a coltivare nella vita nonostante le infinite battaglie, la voglia di continuare a mettersi in gioco e continuare a credere, forse più di prima, che le cose belle a volte capitano e quando succede, perché succede, tanto vale autoescludersi un poco dal mondo per goderne. Come licenziarsi momentaneamente dalla vita per poter dedicare le nostre intere giornate a chi merita tutte le nostre attenzioni.

E Olive Kitteridge questo lo sa.

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3 thoughts on “Leggendo #96 – L’universo di Olive Kitteridge

    • Ahah! Siamo sulla stessa barca 🙂 per consolarmi dal rientro in ufficio ho comprato e prenotato libri da ogni angolo del globo: finiremo povere ma molto felici. È questo della Strout è veramente bellissimo!!

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