Leggendo #95 – L’amore Giovane di (per) Ethan Hawke

L’amore giovane di Ethan Hawke è tutto il contrario di Mercoledì delle ceneri di Ethan Hawke anche se, sostanzialmente, i due scritti hanno (quasi) gli stessi ingredienti. E dico quasi perché il soggetto di entrambi i romanzi è una qualsiasi relazione che qualsiasi persona può avere vissuto nella propria esistenza ma le due storie distano fra loro milioni di anni luce anche se il finale di uno può essere l’inizio dell’altro, e viceversa. Ma detto così è complicato quindi fingiamo che il secondo romanzo dell’attore non esista e concentriamoci solo sull’opera prima di Ethan Hawke scritta quando l’autore aveva ventuno anni (sì, ventuno).

L’amore giovane comincia che già ti racconta come andrà a finire e (semi-spoiler) finirà veramente molto male. Il lettore, però, non ci vuole mica credere a quell’anticipazione: è tutto così bello e tutto brilla di quell’amore impulsivo e celestiale che mai ci si potrebbe immaginare uno scenario come quello degli ultimi capitoli. Il primo centinaio di pagine sono un irrequieto oceano le cui onde nascondono tutte le paure e tutto l’entusiasmo tipici della giovane età adulta, quelle che si confondono nella testa di chi  è realmente convinto di aver incontrato l’amore della propria vita e proprio non si vuole rassegnare all’idea di essersi sbagliato. E quindi iniziano gli infiniti tentativi di far tornare le cose come prima, si prova e si riprova a non far deragliare un treno che corre a folle velocità su binari imperfetti, paralleli ma spesso troppo lontani fra loro.

“Non lo trovi strano – continuò – che quando sei piccolo tutti, tutti quanti, ti incoraggiano a inseguire i tuoi sogni.. e poi, quando diventi grande, per qualche motivo fanno gli offesi se anche solo ci provi?”

Per il ventunenne Ethan Hawke è facilissimo potersi immedesimare in William, il ventunenne protagonista del romanzo che ancora vede il mondo degli adulti come un nemico. Ed è  l’amore, soprattutto, che William deve ancora conoscere: quello vero, quello razionato, quello che non deve necessariamente spezzare il cuore in milioni di brandelli, quello che probabilmente sarà meno cieco ma anche meno ansiolitico, quello che fa stare bene e non sull’orlo di un precipizio, da cui si gode di una vista meravigliosa ma dal quale si ha paura di cadere da un momento all’altro, consapevoli che sarà un salto nel vuoto senza paracadute.

L’amore giovane pare volerci ricordare come non esistano sfumature in quei sentimenti così impulsivi, come tutto sia assolutamente bianco o nero, senza compromessi, quando tutto lo si vuole subito o non lo si vuole più. Il bello di leggere queste pagine a distanza di qualche tempo dal primo batticuore così forte è accorgersi che alcuni dettagli non sono cambiati, che si è cresciuti e forse un poco maturati dopo tutti quei macigni enormi superati. ma che lo stesso entusiasmo palpita ancora sotto la propria pelle e che se domani, un Lui, ti dovesse chiedere di partire per una qualsiasi città del mondo, tu avresti già lo zaino pronto sotto al letto.

Perché è proprio bello essere terribilmente romantici come Ethan Hawke.

 

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