Leggendo #91 – Mercoledì delle Ceneri

Mercoledì delle ceneri di Ethan Hawke è bello quanto un film con Ethan Hawke. E bello è una parola che ormai da tempo ha perso significato, tanto che quando uno dice bello pare stia dicendo una qualsiasi banalità perché di cose belle ce ne sono tante, forse troppe. Eppure Mercoledì delle ceneri è Bello davvero e la maiuscola è per specificare che è quel Bello diverso, quello fresco e istintivo, quello che viene detto con quel sorriso da ebete sulla faccia.

Mercoledì delle ceneri può essere riassunto così: Jimmy e Christy (o Christy e Jimmy) si amano, punto. Si potrebbe dire solo questo del romanzo di Ethan Hawke o forse si potrebbe aggiungere che oltre all’amore viene raccontata la scelta di un ragazzo e di una ragazza di sposarsi e diventare una famiglia. Perché non è che la famiglia “la si fa”, come spesso orribilmente si dice, ma la famiglia la si deve far diventare e diventare è un verbo Bello ma terribilmente spaventoso perché include un mutamento che non si può prevedere e chi lo può sapere se il dopo sarà altrettanto Bello come il presente che in quel momento successivo sarà ormai il passato.

Ethan Hawke racconta tutto ciò come se fosse in un suo film e quando dico un suo film mi riferisco quasi sempre a Quel Film. La narrazione dell’attore e scrittore texano è minuziosa e ricca di dettagli che non stancano mai perché non si perdono sui luoghi o sulle cose bensì sulle persone. È come se Hawke volesse accertarsi che stiamo guardando la stessa donna o lo stesso uomo, come se nessun dettaglio e aggettivo bastasse per descrivere ciò che i protagonisti vedono e sentono, come se noi lettori fossimo invitati a filtrare ogni minimo particolare con gli occhi di Jimmy o di Christy che, non a caso, sono anche le voci narranti della storia. E poi ci sono i dialoghi, incessanti, mai scontati, scritti in tutta velocità sulla carta quasi per paura di veder qualche parola scappare via.

E sarebbe un vero peccato far fuggire le parole che costruiscono Mercoledì delle ceneri perché non capita spesso di trovarsi davanti ai propri occhi vocaboli semplici che tentano di spiegare l’immensità che può crescere fra due persone.

Se solo fossimo capaci di amarci e vivere il più a lungo possibile nell’onestà, invece di recitare dei ruoli sulla base dell’idea che ci siamo fatti di come dovrebbe essere una relazione perfetta. Non mentire, mai. Poterci sedere uno di fronte all’altra, guardarci negli occhi e dare voce liberamente ai nostri pensieri. Guardare l’altro con obiettività e non giudicarlo unicamente rispetto a noi stessi. Non voglio che una persona stia con me solo perché me l’ha promesso diciotto anni fa, o chissà quando. Dovrebbe stare con me perché lo vuole, perché mi ama e crede che stare con me sia la cosa di cui ha il più profondo bisogno. Una vita sveglia e consapevole, ecco cosa desideravo davvero.

Una vita sveglia e consapevole. Il Bello di Mercoledì delle ceneri è che i protagonisti hanno fatto tantissime scelte sbagliate che li hanno portati su strade che non avrebbero mai dovuto percorrere eppure, ora che Jimmy e Christy si sono trovati, non è che stiano poi così male insieme. E non è che le cose si dimenticano e muoiono lì: l’altra cosa bella di Mercoledì delle ceneri è il continuo confronto fra passato e presente che non è un motivo per rimuginare sugli errori ma l’opportunità di spiegarsi all’altro per far capire come un certo comportamento sia dovuto a quel particolare momento trascorso e come certe parole facciano più breccia nel cuore rispetto ad altre.

Ethan Hawke ha scritto un libro melenso? Probabilmente sì. Eppure è melenso come è melenso il vostro sguardo quando capite che vi state innamorando di qualcuno, è melenso come quando il vostro libro preferito sta per essere autografato dal vostro scrittore preferito, è melenso come guardare un tramonto sul mare, è melenso come un primo bacio e tutte le prime cose che si fanno per la prima volta con qualcuno, è melenso ma è melenso come quel Bello di cui cercavo di parlarvi prima e quando uno è così Bello non è che gli si può resistere, no?

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3 thoughts on “Leggendo #91 – Mercoledì delle Ceneri

  1. Io non trovo affatto che sia melenso nel senso deteriore del termine, anzi: è proprio la costruzione di una storia che, superate le prove necessarie, arriva a bastare a se stessa al di là di ogni melensaggine. Sono contento che ti sia piaciuto, è anche uno dei miei preferiti. 🙂

    • Esatto, proprio lì volevo arrivare! A qualcuno una storia come questa potrebbe sembrare veramente melensa e invece è la loro è un’unione talmente bella che il melenso è melenso come tutte quelle cose semplici che ho scritto sopra e che nella realtà son quelle che ci fanno andare a dormire un poco più leggeri. Ora però vorrei un po’ incontrare Ethan Hawke e dirgli che lo amo tantissimo 🙂

  2. Pingback: Leggendo #95 – L’amore Giovane di (per) Ethan Hawke | JustAnotherPoint

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