Leggendo #89 – Quasi amore ovvero quanto contano le emozioni

Stavi sempre in preda a un’emozione leggera.

Quasi amore di Ugo Cornia sono tante emozioni ed infiniti batticuori. Leggi Quasi amore e pensi a una storia pazzesca, a una casa i cui mattoni sono l’innamoramento, la consapevole e voluta crescita e sviluppo di sentimenti tutto sommato reali e poi la scoperta di un qualcosa che non va, che lotta contro questa relazione che in qualche modo pare deragliare e finire in un campo arido e secco. E invece no, Ugo Cornia non ci vuole raccontare ciò.

Quasi amore è un insieme di cose, la maggior parte praticamente invisibili. Sono quelle sensazioni che si provano per la prima volta e che anche volendo proprio non ci si riesce a spiegare, figuriamoci tentare di poterlo esprimere a una terza persona. Sono tutte quelle eccitazioni che a volte tornano più volte nella nostra vita, tutte con una forza e complicità differenti ma soprattutto, tutte con un’unicità incredibilmente pazzesca.

E in quei giorni un ragazzo, cioè io, tornava a casa sua e anche una ragazza, cioè lei, tornava a casa sua, ma eravamo contentini tutti e due perché fra qualche giorno ci saremmo rivisti. E quando sei così tutto è bellissimo.

È una sorta di isolamento acustico che circonda due persone che improvvisamente, dal nulla, si ritrovano a condividere ciò che non hanno mai detto a nessuno. E non si tratta di pensieri reconditi ma di piccoli angoli di mondo ritagliati appositamente per sé, istantanee che rendono ogni secondo letteralmente prezioso e perfetto, come se tutto fosse stato programmato da un regista nascosto dietro qualche cespuglio pronto a tagliare la scena nel momento in cui uno dei due attori comincerà a sembrare troppo poco vero. E invece no: tutto è reale.

Per tornare al mondo veramente, l’ho capito qualche anno fa, le teste devono partire. Per tornare al mondo veramente, la tua vita deve diventare come la steppa, paglia secca e pietre.

Ed è proprio dalle macerie che si ritrova quella magia nascosta sotto la polvere. Ugo Cornia parla di un gran bisogno di semplificazione che pare banale e spesso l’autore stesso ci gira intorno, ma tutto vuole tornare sempre lì, in quel punto in cui si comincia a rialzarsi, lentamente, con le ginocchia che tremano ma cercano sicurezza.

È stato leggendo Quasi amore, dopo una conversazione, che ho pensato che forse l’amore vero è fatto davvero di tante piccole emozioni che ogni giorno si ripetono, come se ogni giorno fosse tutto nuovo, come se la mattina ci si svegli convinti che nulla è vero e poi invece si allunga la mano verso l’altra metà del letto e ci si trova Qualcuno, quel Qualcuno. E se ne rimane stupiti, ancora ancora e ancora.

E nonostante tutto il cinismo possibile e immaginabile, essere cresciuti con due persone che si amano come il primo giorno ormai da più di quarant’anni è un modo per avere sempre dello zucchero a portata di mano, per addolcirsi ma soprattutto sperare di addolcire: che a volte, le cose belle, capitano. E sono meglio di quelle che si credevano insuperabili. Quanto dureranno, poi, poco importa.

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One thought on “Leggendo #89 – Quasi amore ovvero quanto contano le emozioni

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