La notte (quando tutto fa meno paura)

È incredibile come la notte tutto faccia meno paura.
Quando ti allontani da una stazione e le luci della città ti salutano e tu scegli la canzone che più hai ascoltato nei giorni precedenti a quell’incontro e continui a riascoltarla a ripetizione nonostante tu sia a svariati chilometri da casa. E nonostante la lunghezza della strada che devi percorrere, non vorresti mai arrivare a destinazione e non vorresti mai fermarti a nessun semaforo: semplicemente lasciare una mano fuori dal finestrino e sentire l’aria infrangersi fra le dita, i capelli al vento e continuare a rallentare per cogliere ogni singolo verso, ogni singola nota.

Tra le tante cose che ho imparato stando lontana da casa per mesi è che persone conosciute da poco sanno dare più di quanto una persona conosciuta da una vita può condividere con te. Non si ha paura di perdere nulla perché si è già perso ciò che si riteneva più caro, non si ha paura di se stessi perché in quel lasso di tempo che è iniziato durante il cambiamento si è diventati così forti tanto da provare un senso di fierezza che nessuno potrà più distruggere. Una corazza che funziona da filtro, che prende solo le cose belle e non vuole più preoccuparsi di ciò che potrà essere perché per una volta, una dannata volta, non c’è nessun tipo di pressione, nessun tipo di ansia, tutto così innocentemente istintivo.

C’è questo film che amo tantissimo, che basterà dire che loro si incontrano e passano un’intera notte insieme a Vienna che gli animi più dolci capiranno. Ci sono alcuni spezzoni che da anni, dalla prima volta che lo vidi, continuo a sognare che mi accadano e per un tempo infinito li ho aspettati. E c’è il seguito, di questo film, dove tutto inizialmente vuole essere razionale, non più dolce e romantico come accadde quando tutto era fresco e fatto di sbalzi emozionali, e invece poi ci si accorge che è inevitabile, che forse esiste davvero un qualcosa chiamato destino che non è un semplice fato che decide per noi ma una sorta di legame, di alchimia, che lega due perfetti sconosciuti e li rende più perfetti di persone che si conoscono da sempre.

A qualcuno succede una volta nella vita, ad altri più volte ancora, ad altri ancora, invece, non accadrà mai. Questione di predisposizione? Volontà? Voglia di crederci? Non ho mai capito come le persone siano così innamorate dell’idea dell’amore da rinunciare a viverne uno davvero speciale, a rifugiarsi in piccoli sotterfugi fatti di mattine in cui tentano di auto convincersi che va bene così.E io non me lo spiego perché se c’è una cosa in cui credo fermamente è la schiettezza del cuore, non credo in vie di mezzo e forse questo è il difetto peggiore che una persona possa avere. È sì o no, mica un chissà.

È un scendere dal treno e decidere di passare la notte a Vienna, è prendere un treno e decidere che comunque vada sarà un successo, che non si vive di solo ossigeno ma di boccate di  aria elettrizzante ma allo stesso tempo piena di pace pronta a calmare ogni singola cellula del proprio corpo. È non stancarsi mai di mettersi in gioco e rischiare la propria pelle. È ritornare a stare svegli la notte a guardare il soffitto, nonostante sia troppo tardi, nonostante le occhiaie che si avranno il giorno dopo: il sonno diventerà solo un modo per tentare di accorciare il tempo e a noi, abituati ad attendere, non resterà che sperare che ci venga a trovare al più presto.

 

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3 thoughts on “La notte (quando tutto fa meno paura)

  1. …..E che nella vita ci vuole coraggio……e che molti pensano che sia meglio omologarsi alla media delle emozioni piuttosto che tuffarsi a capofitto dentro di loro. Non seguirle le emozioni, non mi riferisco a questo, ma proprio entrarci dentro, sentirle parte di sè e comportarsi di conseguenza, averne consapevolezza. In quesl caso Vienna o Orvieto, Castelcivita o Ferrara, Napoli o Palermo diventano ……boccate di aria elettrizzante ma allo stesso tempo …… pace pronta a calmare ogni singola cellula del proprio corpo.

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