Leggendo #87 – Qui (e un poco ovunque)

Quella è la luna.

La bambina non ne vuole sapere di dormire. Ha pochi giorni di vita e ancora non conosce la sua casa così il padre decide di portarla a spasso per la sua nuova dimora, lasciando spente tutte le luci nella speranza che la piccola venga cullata non solo dalle proprie braccia ma anche dalle ombre della notte. Questa è la scarpiera e quello il divano. Questo è il camino e quella la foto di nonna. Mi sembra una cosa proprio dolce soprattutto quando il padre esita davanti alla finestra e, scostando con una mano la tenda, decide di presentare alla figlia l’unico satellite del pianeta Terra. Voilà.

Magari non è andata proprio così ma il bello di Qui di Richard McGuire è che invece di leggerle, le storie, le si possono inventare. Perché la raccolta definitiva dell’illustratore americano è tutto e niente, sono tanti racconti e nessuno di essi, sono dialoghi inesistenti e poche frasi sparse qua e là come Quella è la luna. Eppure quattro parole possono dar spunto a un romanzo così come trecento pagine illustrate possono dar vita a infinite esistenze: la cosa più assurda è che nessuna di essa sarà al centro del lavoro di McGuire. Perché il vero protagonista di Qui è il Tempo, l’andare e venire degli anni, dei lustri, dei decenni, dei secoli. Qui risponde a una domanda così basilare ma essenziale, a quella curiosità che pizzica le corde dei nostri pensieri più reconditi: cosa c’era, qui, prima che io nascessi? Per raccontarlo, Richard McGuire sceglie un unico e costante punto di vista, un salotto, e lo trasforma in una sorta di pellicola audiovisiva, una raccolta di immagini proiettate su uno schermo che raccontano il passato, il presente e il futuro di una stanza di una determinata casa in differenti spazi temporali.

Ma dove va il tempo?

E la scelta del locale non è proprio da sottovalutare. Il salotto è la stanza più viva di ogni casa dove parenti e amici ci fanno compagnia sul divano quando ci vengono a trovare, magari in occasione di una festa o spesso, più semplicemente, per un caffè in compagnia. Il salotto poi, solitamente, è uno degli ambienti più illuminati della casa, è dove la moglie saluta il marito che esce per andare al lavoro e gli ricorda se ha preso tutto: chiavi, portafoglio, soldi. È la stanza che ci si gode di più quando si è casa soli, quando si può alzare la musica e ballare sul tappeto a piedi nudi senza il timore di essere disturbati. Il salotto, di conseguenza, è anche la stanza che vede più litigi, più pianti, più crisi di coppia. È nel salotto che diciamo addio ai nostri cari negli ultimi giorni che si possono trascorrere insieme e quasi è paradossale come la stanza più vitale di una casa possa diventare anche quella dell’addio.

McGuire

Insomma, in Qui c’è tanta vita ma anche abbondante fantasia e non parlo solo di quella sprigionata dalla mente del lettore più attento ai minimi particolari. Richard McGuire, oltre alla stanza e a tutti i dettagli d’arredamento che si evolvono nel tempo, crea un intero spazio, un esterno che è tutto ciò che viene prima e dopo l’esistenza del suo punto di vista. È un mondo che si crea, si evolve e si distrugge e forse, chi lo sa, rinascerà dai colori più brillanti che sopravviveranno alle tenebre. Anche se in quest’ultime, una cosa è certa, continueremo a viverci soprattutto noi.

Nessuno è maestro nell’arte di vivere. Brancoliamo tutti nel buio.

 

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2 thoughts on “Leggendo #87 – Qui (e un poco ovunque)

  1. Questo articolo mi ha fatto incuriosire sul libro.
    Tutto entusiasta ho sfogliato l’anteprima che c’è nel link, ma il suo stile non mi sconquinfera.
    L’incipit dell’articolo invece, quello sì mi ha trasmesso qualcosa di bello. Quindi i complimenti vanno a te 😀

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