Frantumarsi (per chi non conta più i pezzi rotti)

Quel secondo in cui le cose si frantumano e pare che a rompersi sia l’universo intero.

Quando l’altruismo è prestare oggetti che nel mentre in cui sei voltata li senti andare in mille pezzi e tu lo speri con tutto il cuore che no, magari è stato altro, e invece poi il tuo sguardo cade sui resti che ci son sul pavimento e un nodo ti chiude la gola, l’esofago, lo stomaco: l’intero corpo si paralizza.

Esagerata? Forse. Ma son sempre stata assolutamente e ostinatamente affezionata a ciò che i miei oggetti rappresentano per me. A ogni piccolo foglio, a ogni scontrino strappato, a ogni stramaledetto pezzo di plastica che trovo in un determinato posto di un determinato momento: tutto è ricordo, tutto è testimonianza del passato e tutto deve necessariamente rimanere nei miei annali per sempre. Tutto. Soprattutto ciò che per me rappresenta ciò che sono stata, ciò che ho fatto, ciò che ho portato a casa dopo mesi lontana da casa. Quindi sì: anche uno stronzo di cucchiaino comprato in un negozietto a Dublino.

E a ogni disgrazia ci cerco la morale e per questa devo dire che è stato più facile del previsto: qui nessuno ha mai veramente accettato il mio partire e starmene via per un tempo che inizialmente doveva essere pressoché indeterminato e che poi è diventato tristemente e indispensabilmente determinato. Forse il problema è essere tornata e aver fatto credere a tutti che non ricapiterà mai più una fuga simile e che tutto ciò che è legato ai mesi lontana debba andare inesorabilmente in frantumi, cancellato dalle proprie menti come un periodo difficile che è capitato per sbaglio ma che sicuramente non avverrà più.

Quello era un ricordo? Ma se era solo un cucchiaino.

Come diventa facile, in momenti come questi, organizzare il futuro. Diventare forti, pensare che fortunatamente si è soli, esclusivamente con le proprie forze, a reggersi in piedi cercando di affrontare nuove vite, raccogliendo cocci e ammucchiandoli in un angolo tanto che ormai non si conta più il numero di frammenti che son stati messi lì con la speranza di essere aggiustati: nulla e soprattutto nessuno potrà rimetterli insieme.

I frammenti troppo piccoli sono come la polvere: la vedi ma non è più nulla.

You think of love as just a memory, a fog that smothers you: it’s hard to breathe.
(…)
This place is not for you, so why do you still stay?

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3 thoughts on “Frantumarsi (per chi non conta più i pezzi rotti)

  1. però i frammenti , quando sono pezzi/schegge di qualcosa di molto intenso, molto “nostro” sono come le spine che si ficcano nei polpastrelli. ci i costringono a ricordarci della loro esistenza quando meno te ce lo aspettiamo. solo che nel caso delle passioni/desideri proviamo meno dolore 🙂

  2. Però, da quella morale, ci puoi ricavare un’altra morale: nessuno ti porterà via quel pezzo di vita. Che distruggano tutti i cucchiai del mondo. Tu hai vissuto cose che nemmeno immaginano.

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