Leggere #76 – Amicizia telepatica retro – futuristica

Ogni anno cerco di riassumere gli ultimi 365 giorni con un libro simbolico, qualcosa che involontariamente parli delle ultime 52 settimane appena vissute e che riesca a dire, il più brevemente possibile, cosa c’è stato di importante da ricordare e cosa, al contrario, può essere cestinato senza rimorsi. Negli ultimi anni mi è parso sempre più difficile trovare qualcosa che riuscisse a raccontare ciò che è accaduto ma quest’anno, per assurdo, mi è capitato fra le mani qualcosa che è riuscito a rendere l’idea di questo incredibile 2014, incredibile perché non riesco a capire ciò che è stato reale e cosa no; incredibile perché son successe talmente tante cose che non riesco più a capacitarmi di cosa sia stato veramente importante e cosa no.

Souvenir dell’impero dell’atomo di T. Smolderen e A. Clerisse dice tutto e niente. Racconta la vita di Paul anche se il verbo raccontare non è forse il più adatto in questa circostanza. Perché Souvenir dell’impero dell’atomo è un continuo saltare nel tempo e, soprattutto, nella mente di un protagonista che non sempre ci pare veramente reale, che non sempre ci pare totalmente sano di mente, che non sempre riusciamo a comprendere. Passato, presente e futuro si intrecciano in tavole coloratissime, si perdono fra dettagli metafisici e semplici paesaggi desolati dove ciò che più conta è riconoscere l’essenziale, il vero significato di tutto ciò che ci circonda, il vero motivo per il quale ci troviamo in un determinato spazio di un preciso istante.

2014-12-28 13.34.10-1Il mio 2014 è stato come Paul: dispersivo, mai costante, ogni giorno esposto alla forza di venti feroci e mai gentili. Il mio 2014 ha cercato di difendersi dalle continue minacce di Zelbub, dal suo potere ipnotico che cercava di far credere al 2014 di poter sperare in ciò che era assolutamente sbagliato, in una farsa interstellare che era semplicemente frutto di un trucchetto da pochi soldi. Come Paul ha perso i contatti con Zarth Arn, il mio 2014 ha perso i contatti con me, mi ha visto vagare qua e là per poi tornare più scombussolata di prima, più a pezzi di prima, più distrutta di quanto si potesse mai immaginare. Ma Zarth Arn era invincibile, lo è sempre stato: è stato lui a riunire il più grande impero della storia dell’umanità. E io non ho conquistato nessuna terra e in realtà non ho nemmeno aiutato a sconfiggere lo Spopolatore, ho preferito lasciarlo scappare dove più gli pareva, sperando solo che fosse nella galassia più lontana dalla mia. Ma in questo 2014 ho fatto tante cose che mai avrei immaginato di poter fare e in questo 2014 sono diventata così cinica e maldestra che mi faccio quasi tenerezza da sola. E potrei dire tantissime cose e invece preferisco pensare a tutti quei rapporti telepatici retro – futuristici che hanno fatto la loro parte ma che non hanno più niente a che fare con me perché ora sto a 82 mila anni dopo la vostra era e non ho la minima intenzione di tornare sui miei passi. Adìos.

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