Leggendo #66 – Una tisana calda, After Dark e un poco di miele

Avete presente quei momenti in cui il vostro unico desiderio è mettervi sotto le coperte con una tazza di tisana calda in mano, magari con un poco di miele, e semplicemente starvene lì a dimenticare il mondo mentre scende la sera? Ecco, ci sono attimi in cui questo desiderio diventa quasi un bisogno fisico e, a volte, addirittura mentale: serve un compagno e, soprattutto, un poco di pace anche per la propria mente, per le proprie preoccupazioni, per tutti quei pensieri caotici che non sanno trovare via d’uscita. Spesso, in questi momenti, sento la necessità di leggere un Haruki Murakami, una di quelle storie in cui sogno e realtà si intrecciano (l’apice ne La ragazza dello Sputnik), una di quelle storie in cui solitudine e riflessione (A sud del confine, a ovest del sole) si cercano e si inseguono lasciando il lettore colmo di parole e decisamente meno spaventato.

Ci ho messo del tempo, – dice poi – ma a poco a poco ho costruito una sorta di mondo mio, di questo sono convinta. Quando sono da sola in quel mio mondo, in una certa misura mi sento tranquilla. Però il fatto stesso che sia stato necessario costruirmi questo mondo, è la prova che ero una persona debole, che venivo ferita facilmente. Inoltre questo mondo, visto dal resto della società, è qualcosa di insufficiente, di precario. Come una casa di cartone, che alla prima folata di vento viene spazzata via..

After Dark racconta tutto e niente. Racconta i timori, racconta di quelle notti in cui non si riesce a dormire e si esce dalla propria casa e dal proprio corpo per cercare un poco di conforto. After Dark è tutto ciò che può accadere in una notte, come in quel Before Sunset che se non avete visto dovete subito recuperare, un ragazzo e una ragazza che si incontrano per la prima volta durante un viaggio in treno e iniziano a parlare di se stessi come mai prima di quel momento. After Dark sono storie che si sfiorano, sono pensieri e personaggi sparsi fra le pagine che con le loro paure si fanno coraggio a vicenda per cercare di superare quegli ostacoli che la vita ha ben pensato di porre. E da una semplice conversazione possono nascere dilemmi esistenziali, riflessioni che solo grazie a un nuovo interlocutore, incontrato per caso, possono crearsi nella propria mente e far pensare a come le cose siano cambiate nel tempo.

 – Chissà perché finiamo tutti col condurre vite separate.. – dice poi – Prendi voi due, per esempio, siete nate dagli stessi genitori, siete cresciute nella stessa casa, siete entrambe ragazze: come mai avete sviluppato due personalità completamente diverse? C’è stato un momento in cui le vostre strade si sono divise?

Ancora una volta Haruki Murakami ti travolge, ti trascina piano piano nel suo vortice fatto di realtà e fantasia lasciandoti amare ogni singola pagina, ogni singola frase, ogni singolo segno di punteggiatura e tutti quei riferimenti musicali che credetemi, vanno ascoltati durante la lettura per gustare al meglio ogni singolo paragrafo. Perché la notte, poi, è tendenzialmente predisposta per i pensieri più profondi, quelli che con la luce del giorno non si accetterebbero, quelli che davanti al sole e ai fatti quotidiani si cercano di nascondere dentro l’armadio. Un armadio che poi, la notte, si apre per riempire la stanza di tracce del passato.

Restare o uscire?

Il nuovo giorno sta per arrivare, ma quello vecchio sta ancora trascinando il suo pesante orlo. Come l’acqua dei fiumi quando lotta all’estuario contro la forza del mare, il tempo nuovo e il tempo vecchio si scontrano, si mescolano. Anche Takahashi non riesce a capire in quale delle due dimensioni si trovi ora il proprio centro di gravità

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4 thoughts on “Leggendo #66 – Una tisana calda, After Dark e un poco di miele

  1. E’ strano di come Murakami venga apprezzato oppure no. Nella maniera più totale. Penso dipenda dal come venga capito. In fondo la linea che unisce due punti non è necessariamente sempre la più breve.

  2. Murakami onirico, Murakami crudo, Murakami ovattato, Murakami tragico, Murakami tutto, murakami niente. Autore delle mille facce e dei mille sentimenti, non solo comunicati dalle storie, ma anche provate dai lettori. Può essere amato e odiato da uno stesso lettore, a causa di uno stesso libro. Questo vuol dire, secondo me, saper muovere gli animi.

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