Leggendo #64 – La Vita è (soprattutto) un Viaggio

La vita è un viaggio di Beppe Severgnini è uno di quei libri che puoi aprire, chiudere, riaprire quando e quanto più ti piace. La vita è un viaggio è uno di quei libri da tenere sul comodino perché ci sarà sempre quella frase che ti servirà rileggere per aiutarti a superare quel piccolo momento di panico. La vita è un viaggio, poi, è un libro dal titolo semplice ma che racchiude quel segreto del buon vivere che in molti, spesso, si dimenticano da qualche parte per essere lasciato lì, in qualche cassetto, a prendere polvere. La vita è un viaggio, quindi, è uno di quei libri da non perdere e se vi state  chiedendo il perché sappiate che basteranno poche citazioni di quel centinaio di pagine a convincervi di non lasciarvi scappare questo piccolo gioiellino. Perché Partire è sempre entusiasmante ma non, necessariamente, solo uno stato fisico.

Per partire non servono troppe parole: ne bastano venti, come i chilogrammi di bagaglio consentiti in aereo (classe economica). Venti vocaboli in grado di di accompagnarci e orientarci. Cosa portare, dunque?

Atlante. Brevità. Empatia. Incoraggiamento. Insegnamento. Inseguimento. Irregolarità. Ispirazione. Paternità. Paura. Personalità. Politica. Precisione. Resilienza. Rinuncia. Rispetto. Semplicità. Sensualità. Servizio. Sipario. Il legame fra questi venti vocaboli – chiave? Quasi nessuno. La capacità di Beppe Severgnini nell’indagare l’animo del vero Viaggiatore? Senza parole.

Perché a volte si pensa sia semplice: chiamare un’agenzia viaggi e lasciare a loro il fastidioso compito di trovare l’hotel ideale al prezzo ideale, di organizzare la giornata nel modo più fruttifero possibile per poter riuscire a visitare poi più posti possibili nel minor tempo possibile. Si cerca di comprimere i tempi ma di poter comunque trovare qualche momento per sé, per il proprio relax e per il proprio hobby. Ma è davvero questo il viaggio, il vero viaggio di cui tanto scrivevano le penne più irrequiete della letteratura? Qual è il vero significato di prendere e lasciare il posto in cui si vive per poter vivere un’esperienza in un posto nuovo, ancora sconosciuto? Organizzarsi è davvero così necessario? Non sarebbe meglio, a volte, lasciare tutto nelle mani del fato?

Viaggiare è istruttivo. Un luogo nuovo difficilmente genera vecchi pensieri. Muove la mente, invece. Se da giovani viaggiare è utile, da meno giovani diventa fondamentale. La curiosità è l’antiruggine del cervello, e a una certa età bisogna applicarne in abbondanza.  (..) Viaggiare vuol dire allungarsi la vita, riempiendo il passato di ricordi e il futuro di progetti. Solo chi si muove apprezza le soste e non conosce la noia. L’irrequietezza non è un vizio o un vezzo: è una condizione umana. “So bene quel che fuggo, ma non so quello che cerco” scriveva Montaigne.  (…) I viaggi sono come i cieli, mai uguali: incontri e nuvole li rendono irripetibili. Peccato che spesso ci dimentichiamo di alzare lo sguardo.

Viaggiare per crescere. Come crescere per vivere. E tutto, spesso, è più semplice di quanto si possa pensare. Perché se i posti nuovi aprono la mente, quelli già conosciuti possono essere rivisti per essere ri-elaborati, ri-armeggiati, ri-valutati, ri-vissuti. Perché quello che c’era ieri oggi potrebbe essere diverso e domani potrebbe addirittura sparire.

2014-08-16 19.56.50

Non esiste un luogo che non nasconda sorprese. È una questione di testa, di cuore, di occhi, di orecchi. E di naso: per capire un Paese straniero serve fiuto. (..) Ogni città ha il suo profumo, diverso per ciascuno di noi.

E se il viaggio dovesse essere lungo una vita? Si parla tanto di questa fuga dall’Italia, di come in molti preferiscano pensare che nel proprio Paese non ci sia più nulla per cui valga la pena di credere e combattere. Ma ne siamo così certi? Quanto vale per un italiano l’Italia? Davvero non vi rende così fieri poter dire di essere italiani? Davvero siamo destinati all‘oblio?

(..) se i nostri ragazzi sono attirati dal mare aperto del mondo, lasciamoli andare. Ma ricordiamo loro che una nazione, una regione, una città e un Paese sono il porto da cui sono partiti; e dove, magari, torneranno. Devono saperli rendere speciali. (..) I genitori, come recita un proverbio conteso tra varie culture, devono dare ai figli radici e ali. Il resto lo impareranno da soli.

Perché è giusto partire così come è fondamentale, spesso, tornare. Non è mai semplice e non mai banale ma bisogna ricordare che anche il ritorno è una parte del viaggio che, volenti o nolenti, ci ritroviamo ogni giorno a intraprendere. E a volte, credetemi, può essere più difficile della Partenza stessa.

Solo viaggiando si impara a viaggiare. S’impara guardando, parlando, ascoltando, aspettando.

E dopotutto, non accade la stessa cosa con la vita, giorno dopo giorno, passo dopo passo?

Annunci

2 thoughts on “Leggendo #64 – La Vita è (soprattutto) un Viaggio

  1. Non ho mai letto niente di Severgnini, ma ora mi hai incuriosito… 🙂 Anche se, mi par di capire, sia stato più il tuo viaggio piuttosto che il libro ad averti ispirato!

    • Lo ammetto, la mia esperienza personale ha molto influito la lettura, soprattutto perché avvenuta in un momento particolare, ma credimi che ne vale assolutamente la pena: Severgnini sa descrivere molte di quelle piccole cose che spesso vengono dimenticate e lasciate a casa una volta che si prepara la valigia!

      E anche per me questo è stato il primo Severgnini ma credo proprio che recupererò tutte le sue opere!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...