Leggendo #63 – La Fine dell’Amore (e di tutto ciò che ne segue)

Può darsi che l’amore sia simile a quando cadi perché ti tremano le gambe.

Con La Fine dell’Amore di Ilaria Bernardini, edito da ISBN Edizioni e presto disponibile anche per Hop Edizioni in versione graphic novel, è successa una cosa stranissima. Mentre leggevo uno dietro l’altro i tredici racconti che compongono l’opera, sottolineavo sul mio Kindle i passaggi più significativi, quelli più toccanti, quelli che in qualche modo mi ricordavano qualcosa di vissuto o semplicemente mi lasciavano così, con il bisogno di ricordarmeli. Quando poi sono tornata a rileggerli, per poter trovare quello più caratteristico che avrebbe potuto invogliare un lettore a prendersi un poco di tempo per questo libro, mi sono ritrovata con pezzetti qua e là che necessitavano ad ogni costo dell’intero racconto per poter essere veramente compresi e rappresentare quel segno che era rimasto nel mio cuore. Un difetto della scrittrice o la sua capacità di rendere ogni storia così profonda e particolarmente intensa?

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La fine dell’amore è certamente il racconto che più mi ha scosso l’animo e mi ha lasciato con mille domande e la testa fra le nuvole. Così malinconicamente triste e rassegnato, Ilaria Bernardini ha racchiuso in poche pagine tutti quei dettagli che rendono la fine di ogni relazione così vuota e piena di alienazione, cercando di esprimere ciò che succede quando nessuno nella coppia capisce veramente cosa stia accadendo, ciò che significa quando l’amore decide di cambiare piano e andare a vivere dai nuovi vicini, più giovani e più entusiasti della vita. Perché l’Amore è quella cosa che una bambina può confondere con un altro sentimento (I Nodi Nei Capelli); perché è solo crescendo e maturando che si può capire cosa ha in serbo davvero per noi tutto quell’uragano di sentimenti che ci smuovono l’animo (Mariolina Mia), quando stare insieme è partire insieme per un lungo viaggio, fisico (Lui e Lei verso il Nord) e non; quando amare è osservare da vicino una persona e ricordare ogni suo piccolo movimento (Hai Qualcosa da Dirmi).

Perché purtroppo, l’Amore, non sa mai essere placido e gentile. È come un tornado che improvvisamente comincia a vorticare nel proprio cuore e da momenti di estrema felicità può arrivare ai più angoscianti momenti di frustrazione, quando tutto sembrava così chiaro e comprensibile e invece poi “siamo solo amici” ( Andrea ama Anna anche con i capelli sporchi) e tutto, quindi, è destinato a cambiare, fuori e dentro le persone, fino a far risalire in superficie tutte le paure più nascoste che presto si trasformano in atti che mai si sarebbero potuti immaginare (Tornano tutti a Casa).

Ma non è sempre così male. Perché se anche Questa Mattina ti ho Perso ci sarà sempre un modo, o forse qualcuno, che saprà risollevarti e saprà dirti, un giorno, come senza di te non sarebbe diventato se stesso; come in due, d’altronde, sia più facile affrontare la vita. E allora sì, che a volte, ne vale proprio la pena.

Quando sei diventata vecchia io ero già lì ad aspettarti grazie ai miei anni in più e ho potuto prepararmi e dirti che non faceva così paura avere i capelli bianchi, che la tua pelle con le rughe  era morbida come sempre e che profumavi di pane. Sei stata l’amore Mariolina, e io ti sono grato perché sei una donna buona e hai reso me un uomo che mi piace.

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4 thoughts on “Leggendo #63 – La Fine dell’Amore (e di tutto ciò che ne segue)

  1. L’amore, come tutte le cose, che implicano possesso , viene spesso vissuto con un senso di totale egoismo. Dice bene una preghiera buddista quando ci chiede di liberarci dalla “parzialità, attaccamento e avversione”.
    Ottimo libro, perciò, se riesce a fare luce sul sentimento amore.
    Buon lavoro Nellie.

    • Questo libro riesce a racchiudere in poche pagine tutte le sfumature dell’Amore che una persona può vivere nella propria vita, perché forse, sostanzialmente, non esiste un tipo di Amore ma tanti e infiniti, sempre pronti a cambiare. E sì, concordo sull’egoismo: pur essendo assurdo è proprio lui che spesso guida una relazione.
      Grazie Roberto!

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