Il Durante e il Dopo (solo per chi non sa come tornare)

Sarò rapida e indolore perché certe cose bisogna metterle nero su bianco all’improvviso, senza pensarci troppo e senza nemmeno tanti giri di parole. Perché, dopotutto, non è questione di Viaggio o di prendere i propri bagagli e andarsene via per un poco: è ciò che accade Dopo che veramente conta, non il Durante.

Perché il Durante, quel momento in cui si prende l’aereo, si atterra e si cerca di capire dove ci si trova e come ci si è arrivati, è semplicemente delirante, un cocktail talmente forte dall’effetto quasi narcolettico, che ti asfissia e ti lascia pietrificato davanti a tutti i fatti e, soprattutto, a tutti i primi incontri.

È il Dopo che comincia a diventare vivo, a pizzicarti e a farti capire cosa sta accadendo o, meglio ancora, cosa è accaduto e come improvvisamente si sta vivendo in un posto che fino a poco fa era sconosciuto, come si chiama casa una villetta che mai si avrebbe pensato di abitare e come, obiettivamente, nulla è più destinato a essere come prima.

2014-07-21 10.52.34

Lo dicono sempre, loro, che viaggiare cambia le persone ma non lo si capisce fino a quando effettivamente si sta da soli in un bistrot, a bere un cappuccino caldo e a guardare le onde del mare dalla finestra picchiettata dalle gocce di pioggia nonostante il sole che invade la spiaggia. Un mare lontano da quella Casa che sarà sempre Casa ma che piano piano sta diventando un qualcosa di sempre più labile, un appiglio pronto però a lasciare spazio a una diversa Base da cui, ormai, sentirai per sempre la necessità di Partire. Un mare lontano da quelle persone che ti salutavano felici per la tua partenza e che quando rivedrai, se rivedrai, ti sembreranno così lontane, come pagine lette anni fa, piacevoli ma ormai consumate. Un mare lontano da quelle persone che ti hanno dato tutto quel sostegno di cui la tua mente e il tuo spirito necessitavano, una scarica di adrenalina indispensabile per rialzarsi dopo quella caduta così improvvisa e lacerante, come vedere il baratro e poi accorgersi che, effettivamente, ci si sta cadendo dentro.

Ma poi ci si rialza, fortunatamente. E lo si fa sempre con la sensazione che è solo merito delle proprie gambe e di tutte quelle lacrime sgorgate di nascosto qua e là, cadute su qualche pagina e lasciate lì in ricordo di tutto ciò che è stato. Perché ci saranno sempre nuovi motivi per dire che ne vale la pena o, semplicemente, nuove Illusioni che lasceranno evadere la mente quel tanto che basta per sentire il cuore più leggero.

– ..and then he called me and we talked on the phone for three hours.
– He’s italian: maybe he was bored.

Forse.

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3 thoughts on “Il Durante e il Dopo (solo per chi non sa come tornare)

  1. “viaggiare cambia le persone ma non lo si capisce fino a quando effettivamente si sta da soli in un bistrot, a bere un cappuccino caldo e a guardare le onde del mare dalla finestra picchiettata dalle gocce di pioggia nonostante il sole che invade la spiaggia”.

    però a volte fa male accorgersi di quanto labili siano diventate labili per noi, e quanto noi lo siamo diventate per altri. come due treni che si mettono in moto in direzioni opposte. anche a volerli riavvicinare, come si potrebbe?

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