Leggendo #57 – I libri talismano di 84 Charing Cross Road

I lie here listening to the rain, and nothing is real. I’m in a pleasant hotel room that could be anywhere. After all the years of waiting, no sense at all of being in London. Just a feeling of letdown, and my insides offering the opinion that the entire trip was unnecessary.

Ci sono alcuni libri che sono destinati a diventare un piccolo gioiello da conservare con amore e assoluta protezione, una sorta di talismano magico che rievochi momenti indimenticabili e posti alquanto incantevoli. 84, Charing Cross Road è diventato per me uno di quei libercoli da ammirare e da conservare con incondizionata devozione, uno di quei cimeli che nessuno potrà mai toccare e che a nessuno potrò mai prestare per l’ansia di vedermelo sfuggire dalle mani. La ragione di tutto ciò? Tanto per cominciare la piccola libreria dove l’ho acquistato, a seguire la trama assolutamente dolce e per concludere i luoghi in cui ho letto e sfogliato queste duecento pagine piene di amore per la lettura e per i libri, considerati da Helene Hanff come piccole anime pullulanti di vita.

It’s certainly good to know that someone so many miles away can be so kind and generous to people they haven’t even seen, and I think that everyone in the firm feels the same.

Stavo passeggiando per Bettystown, una piccola cittadina irlandese che sarà la mia casa per i prossimi mesi. Erano solo sei giorni che mi trovavo fra le vie perennemente battute dal vento e dalla pioggia quando, ancora disorientata e assolutamente spaesata, mi ritrovai davanti a un piccolo negozietto dell’usato. Fra le tante cianfrusaglie, cosa ci poteva essere al suo interno se non un centinaio di libri dalle pagine ingiallite e dai titoli promettenti? Fortificata dal primo tentativo di lettura in inglese (sì, il primo Harry Potter a ventitré anni, non male) decisi di scegliere i primi tre titoli da portare a casa (con due libri acquistati il terzo era gratuito: come rinunciare?) e a sfavillare per colori e simpatia fu proprio il piccolo ma incantevole 84, Charing Cross Road dell’americana Helene Hanff.

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E come iniziare la lettura del mio piccolo e nuovo tesoro se non in riva al mare, in attesa di una colazione pronta a scaldare il corpo ma soprattutto il cuore? Fra caldi bistrot e ventilati tavolini in spiaggia? Fra foreste sperdute nella più verde Irlanda che ognuno di voi possa immaginare? A rifinire questi momenti, già fin troppo idilliaci di per sé, ci ha pensato la trama del libro, una corrispondenza fra l’America e l’Inghilterra, uno scambio di lettere e di libri fra una grande Lettrice, la scrittrice stessa, e un proprietario di una libreria di Londra, Frank Doel, noto per avere fra i suoi scaffali infiniti libri fuori pubblicazione e dalle edizioni speciali.2014-05-28 10.40.07

Ma non ci sono solo lettere e richieste di poesie d’amore (ovviamente non troppo sdolcinate!). 84 Charing Cross Road non è solo passione per la lettura e i libri, non è solo la nascita e crescita di una profonda amicizia: le duecento pagine di Helene Hanff sono anche Viaggio, il desiderio di partire, di superare le proprie paure, di prendere un aereo in solitudine per raggiungere una città che per anni si è sognato di visitare. Per la scrittrice, il sogno nel cassetto è l’immensa Londra della Mark & Co., Booksellers ed è proprio in The Duchess of Bloomsbury Street che Helene Hanff racconterà le sue avventure sottoforma di diario, divertendo il lettore con infiniti giochi di parole.

Perché la parte più divertente della lettura in lingua originale sono proprio i misunderstanding che si creano fra i modi di dire strettamente americani e l’inequivocabile e perfetto British English, uno scontro lungo decenni che dimostra come le due nazioni fossero già negli anni Settanta completamente differenti, sia per mentalità che per parlata.

Nobody over here says ‘six – thirty’ or ‘seven – thirty”, they say ‘hoppusix’ and ‘hoppuseven’. And ‘in’ at home is ‘trendy’ here and ‘give it up’ is ‘pack it in’ and ‘never mind’ is ‘not worry’. (…) We are two countries divided by a common language. I am now going to bed because it’s quattaposstwelve.

84 Charing Cross Road, quindi, diventa un piccolo manuale per migliorare il proprio inglese, un piccolo amico da portare con sé per sentirsi meno stranieri in un posto completamente nuovo. Un libro trovato per caso ma che con le sue pagine ha saputo scaldare il cuore in giornate fredde e fin troppo ventilate. E lo volete sapere l’aneddoto più particolare? Dopo alcuni giorni, mi sono accorta che il piccolo 84 Charing Cross che porto con me ha sul retro un piccolo adesivo che riporta la scritta Penguin Italia. Ebbene sì, il libro è stato comprato nella mia nazione per poi essere abbandonato in un piccolo negozio dell’usato in un paesino a quaranta chilometri da Dublino. Mi piace pensare che fosse lì ad aspettarmi, in attesa di tornare a casa con me in una data ancora da destinarsi. Perché alla casa, la Casa, ci si torna sempre.

The plane lifted – and suddenly it was as if everything had vanished: Bloomsbury and Regent’s Park and Russell Square and Rutland Gate. None of it had happened, none of it was real. Even the people weren’t the real. It was all imagined, they were all phantoms.

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3 thoughts on “Leggendo #57 – I libri talismano di 84 Charing Cross Road

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