Leggendo #56 – Ogni grande lettrice è stata Matilde

Era così piacevole tener vicino una bevanda calda mentre leggeva e leggeva, nella sua stanzetta silenziosa. I libri le aprivano nuovi mondi e le facevano conoscere persone straordinarie che vivevano una vita piena di avventure. Viaggiava su antichi velieri con Joseph Conrad. Andava in Africa con Ernest Hemingway e in India con Kipling. Girava il mondo restando seduta nella sua stanza, in un villaggio inglese.

La prima volta che mi accorsi di aver imparato a leggere (sì, ci fu un momento preciso che a distanza di anni e anni ricordo ancora con la massima intensità) capii subito di essermi guadagnata una libertà, un vero e proprio passepartout per conquistare ogni piccolo spazio di mondo. Amavo sentir raccontare le persone dei loro viaggi ma capii ben presto che tutti quei racconti li potevo trovare nei libri, in romanzi pronti ad accogliermi fra le loro pagine per farmi vivere ogni sorta di avventura, fantastica o reale che fosse.

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Se presto rimasi terrorizzata dalla fantascienza (fortunatamente Ubik di Dick è riuscito a farmi cambiare idea qualche mese fa) la biblioteca del paese, al contrario, mi offrì tanti svaghi e letture esaltanti che nel corso degli anni, purtroppo, dimenticai qua e là, scordandomi i titoli e le opere lette ma lasciandomi nel cuore i personaggi più stravaganti ed eccezionali. Uno di questi fu proprio Matilde, la bambina dagli assurdi poteri nata dalla penna di Roald Dahl e portata in Italia dall’indimenticabile collana di Salani, Gl’istrici. Se, offendetemi pure, mi scordai il nome del gigante buono che realizzò i libri più letti dai bambini di tutto il mondo, di certo mi rimasero impressi tutti i personaggi più straordinari che creò, grazie anche alle indimenticabili illustrazioni di Quentin Blake.

Una settimana fa, a quasi 18 anni di distanza, sono ricaduta fra le grinfie di Roald Dahl, illuminata da una lettrice preziosa che mi ha ricordato tutto ciò che per anni avevo seppellito. Perché, un po’ come Matilde, di libri in casa non ne avevo e la mia unica fonte erano quegli scaffali in cui i libri dovevano tornare dopo il mese di prestito e, purtroppo, ancora non c’era Anobii (o Goodreads) a registrare tutte le mie letture. Un ritrovamento da isola del tesoro, un forziere che riaperto dopo l’adolescenza, e anni e anni di romanzi, ha comunque colpito per la sua ingenuità, per il suo essere semplice ma al tempo stesso così profondo, per la sua voglia di urlare a tutti i piccini che la lettura è importante e mai deve esserne sottovalutato il potere. Perché il mondo dei grandi, quello che sta davanti alla televisione a mangiare surgelati riscaldati, lo si può dimenticare facilmente con un libro in mano e una storia in cui naufragare.

“Secondo te, tutti i libri per bambini dovrebbero essere divertenti?” chiese la maestra.
“Certo. I bambini non sono seri come gli adulti, e ridono volentieri”.

E così, a pochi giorni da una grande partenza, alla ricerca di un libro che sapesse quietare la mia ansia pre-viaggio, ho riletto alcune delle pagine più amate da piccina che stavo dimenticando nel serbatoio dei libri. Ho riletto di quella Matilde così speciale, più unica che rara, che ha saputo, oggi come ieri, farmi divertire e, soprattutto, distrarmi da domande esistenziali e da tutto ciò che circonda l’approssimarsi di mesi lontana da casa.

Caro Roald Dahl, prometto che sarò buona e riprenderò in mano tutte le pagine più entusiasmanti che, magari, condividerò con due bambini pronti ad accogliermi in un paese straniero. Perché ogni grande lettrice è stata Matilde e il suo compito è ricordare ai piccini che anche loro lo possono diventare, almeno per 221 pagine.

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11 thoughts on “Leggendo #56 – Ogni grande lettrice è stata Matilde

  1. Credo che sia arrivato il momento di iniziare a leggere Dahl: purtroppo sono stata una Matilda inconsapevole, non avendola mai letta!
    Però comprendo benissimo la sensazione di familiarità che emerge da letture del genere: io a volte sfoglio nostalgica le pagine di Bianca Pitzorno ricordando i momenti esatti in cui l’ho letta, i luoghi, le sensazioni e gli insegnamenti che mi ha lasciato!
    Il suo ‘Diana, Cupido e il commendatore’ ha fatto “danni” irrevocabili: mi sono iscritta al classico, ho frequentato Lettere moderne e adesso studio Editoria. Tutta colpa della mitologia greca! 😉

    Un bacio cara ❤

    • Visto? Ci compensiamo! Io non ricordo di aver letto Bianca Pitzorno, forse ascolta il tuo cuore ma dovrei provare a rileggerlo.. Il mio problema è che i libri che leggevo erano tutti della biblioteca quindi ho pochissimo ricordi di nomi e autori, solo sprazzi di storie qua e là!
      Però avrei proprio voglia di recuperarli tutti e scoprire cosa mi è rimasto così impresso 🙂

      Un bacione a te :*

      • Quegli “sprazzi” sono i ricordi migliori che puoi custodire dentro di te: tienili stretti, perché hanno formato il tuo cuore da sognatrice!

        Un bacio cara!

  2. Mi piacerebbe un sacco sapere qual è il primo romanzo che ho letto, ma temo che quel ricordo sia ormai svanito dalla mia memoria! Roald Dahl è di sicuro uno dei primi autori che ho incontrato e dalla sua penna è scaturito uno dei romanzi che, durante l’infanzia, mi ha affascinato (e spaventato) di più: Le Streghe. A ripensarci mi corre ancora un brivido lungo la schiena… Un altro romanzo che m’ha lasciato il segno (ma ero già un po’ più grandicello) è stato La Bussola d’Oro di Philip Pullman: penso che abbia influenzato prepotentemente la mia vita successiva, specialmente per quanto riguarda le questioni religiose.

    • Pensa che io La Bussola d’Oro l’ho letto solo a 20 anni e durante la lettura mi chiedevo come i bambini potessero leggere una storia così spaventosa @@
      Comunque sarebbe proprio bello ritrovare tutti i propri primi libri, purtroppo anche io ne ricordo pochissimi!

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