Leggendo #55 – Maeve Brennan e la poesia dei suoi racconti

Mi capita di rado di leggere due opere dello stesso autore in un breve lasso di tempo perché spesso, volontariamente o non, finisco per rimanere “annoiata” dallo stesso stile che si ripete, inevitabilmente, nelle pagine di uno scrittore. Dopo La Visitatrice di Maeve Brennan, però, sono rimasta talmente colpita dalla scoperta di questa autrice che ho deciso di regalarmi La sposa irlandese, una raccolta edita da Bur che dona al lettore sette racconti della scrittrice di origine irlandese. A stupire, ancora una volta, la sensibilità di una Maeve Brennan dalla penna raffinata.

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In effetti, tutti i racconti presenti ne La sposa irlandese hanno come denominatore comune la delicatezza delle sue parole che, con freschezza e senza paura, si lanciano nella descrizione dei protagonisti, tutti, a modo loro, soli nella loro vita e nella loro esistenza. Tutti i personaggi di Maeve Brennan hanno un nemico da combattere, un antagonista che si nasconde  nel profondo dell’animo e che lascia le figure femminili regine dei racconti a logorarsi sul proprio futuro, sulla loro vita e su ciò che accadrà nella loro casa.

Maeve Brennan, infatti, sa descrivere l’animo umano in maniera assurda e lo fa raccogliendo ogni minimo dettaglio dell’abitazione delle protagoniste, figure distorte ed evanescenti, per poi scavare nei loro pensieri più reconditi e svelare il macigno che pesa sul loro cuore: un marito che non si ama più, un figlio lontano da casa, una responsabilità che non si vuole assumere. Maeve Brennan, d’altronde, ama ambientare i propri scritti in luoghi chiusi, lasciando di sottofondo tutti i rumori esterni. Non è un caso, quindi, se i protagonisti delle sue opere si trovano spesso nelle proprie case perché è soprattutto nella vita quotidiana e nelle azioni di ogni giorno che si nascondono le paure e le sofferenze di ognuno di noi. Con questa peculiarità,  Maeve Brennan mi ricorda tanto Irène Némirovsky, la scrittrice francese che da un piccolo dettaglio sapeva ricavare l’immensità dei sentimenti di un personaggio.

Che altro aggiungere? La poesia dei racconti ne La sposa irlandese è talmente sottile che bisogna assolutamente annegarci per poterla assaporare a pieno. Le atmosfere irlandesi, le sensazioni più intime, le paure più profonde e il rischio di perdere quel piccolo equilibrio che si è raggiunto: Maeve Brennan sa riassumere tutto ciò in poche pagine per lasciare il lettore senza parole e con la mente lontana, in una casa di Dublino con il pavimento ricoperto di moquette e una futura sposa, piccola e fragile, seduta in un angolo della propria camera da nubile, il giorno prima delle nozze.

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