Leggendo #51 – Il vangelo secondo Biff (e Christopher Moore)

Il mio piccolo parere riguardante Il Vangelo secondo Biff – Amico d’infanzia di Gesù, scritto da Christopher Moore in quel 2002 non troppo lontano, arriva proprio nel Venerdì Santo del 2014, quando tra una risata e l’altra sono arrivata alla fine di questo immenso e assurdo romanzo. Se Christopher Moore mi è stato presentato per la prima volta con quest’opera, Gesù, ahimé, mi segue da anni, sarei pronta a dire decenni ormai. La mia piccola premessa, infatti, è che per volontà dei miei genitori ho sempre seguito la religione cattolica con molto rispetto, sin dalla più tenera età, allontanandomi poi di mia spontanea volontà quando il giorno del mio quindicesimo compleanno il mio prete mi chiese: “Ma sei sicura che i tuoi genitori non ti abbiano adottato? Non somigli a nessuno dei due”.

2014-03-31 10.10.24

Ora, indipendente da quella persona sgarbata che mi è stata messa di malo modo lungo il mio cammino, sin da piccina mi sono sempre chiesta perché nei Vangeli (perché sì, li leggevo!) non ci fosse scritto nulla sulla storia di Gesù dalla nascita fino ai fatidici 30 anni, quando prese discepoli e amici e cominciò a predicare lungo le strade più povere della Galilea. Cosa aveva da nascondere ai grandi scribi? Forse, umano pure lui, Gesù aveva combinato qualcosa che non poteva essere scritto nella grandi pagine del Nuovo Testamento?

A soddisfare la mia curiosità, ci ha pensato proprio Christopher Moore che con il Vangelo Secondo Biff vuole raccontare tutto ciò che i veri Curiosi avrebbero voluto sapere sin da piccini. E sì, molti credenti potrebbero trovarlo irrispettoso, forse addirittura peccaminoso, ma l’ironia di Christopher Moore non è assolutamente volgare e, soprattutto, un vero fedele non si dovrebbe sentire offeso dalle sue parole. Il motivo? In più di cinquecento pagine, l’autore statunitense dimostra di aver studiato e di aver letto tutte le opere riguardanti Gesù, di aver appreso nel profondo del suo cuore il messaggio che il Messia volle trasmettere al mondo, giocando con i suoi insegnamenti e trovando, per ognuno di essi, un fatto reale nella vita di Gesù e di chi l’ha conosciuto. Perché la vera star di quest’opera, dopotutto, non è solo Gesù ma anche il buffo e impacciato Biff che si ritrova come migliore amico nientemeno che il figlio di Dio. Ma ve le immaginate le paranoie di crescere al fianco del Messia?!

Suppongo che ogni ragazzino si chieda che cosa farà da grande. E suppongo che in molti, vedendo i loro coetanei che compiono grandi cose, si domandino: “Avrei potuto farlo anch’io?”. Per me, a dieci anni, era decisamente troppo sopportare che il mio migliore amico fosse il Messia sapendo che io avrei vissuto e sarei morto da scalpellino.

La parte che ho apprezzato maggiormente del romanzo, infatti, è proprio la crescita dei due protagonisti, Biff e Gesù, che insieme si ritrovano a conoscere per la prima volta l’amore, la forza della passione, il potere dell’amicizia e la malvagità delle persone ottuse. Ho apprezzato moltissimo anche l’idea del Viaggio, ancora una volta protagonista nelle vite di chi si vuole cercare (Gesù non è ancora molto convinto di essere il figlio di Dio nonostante la riuscita resurrezione di alcune lucertole) ma credo che alcune parti siano state dilungate in malo modo, appesantendo la lettura e facendo perdere un poco di quella suspense iniziale. Una grande trovata, in ogni caso, che ho apprezzato soprattutto per i riferimenti biblici e la risata sana che, come si sa, fa assolutamente bene il cuore.

(..) quando avevamo otto anni, poi, risanò il cranio che suo fratello Giuda si era fratturato dopo che il gioco “lapida l’adultera” ci era sfuggito di mano. (Giuda non era proprio tagliato per fare l’adultera. Se ne stava lì rigido come la moglie di Lot. Non è possibile. Un’adultera deve essere agile e scaltra.

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8 thoughts on “Leggendo #51 – Il vangelo secondo Biff (e Christopher Moore)

  1. Commento bello e accattivante. Ma si menziona la possibilità che Cristo abbia trascorso quegli anni in India sulle orme degli insegnamenti di Buddha?

  2. Io ho assolutamente adorato questo libro e dalla fatidca estate on cui l’ho letto mi sono innamorata di Chris Moore.
    Ci sono effettivamente alcune scene dipinte dal buon vecchio Chris che fanno morire dal ridere (una che tu non hai citato, ad esempio, e quella in cui o ragazzini “giocano a Mosé”) e altre che avrei volentieri accorciato… ma suvvia, come non perdonarglielo, a questo omino?? 😉

    • Hai preso in pieno la seconda citazione che avrei voluto scrivere ma che avevo paura non rendesse una volta messa sola senza contesto! Sono morta dalla risate in quella scena!
      Comunque certo, si perdona tutto a Chris, l’originalità di quest’opera supera ogni divagazione latitante 😉

    • Oh, sono molto felice di averti convinto! E grazie mille del consiglio, appena avrò occasione andrò subito a spiare 😉 sia mai che trovo qualcosa di interessante anche io!

  3. Ho adorato questo romanzo! 🙂
    Divertente, commovente, irriverente (ma senza mai cadere nella blasfemia, anche se i veri credenti storceranno il naso): è senz’altro una delle migliori storie alternative di Gesù che io abbia mai letto!

    • Confermo il tutto! Conoscendo le Sacre Scritture, poi, lo si apprezza maggiormente.. Ora ho capito a cosa mi sono serviti anni e anni di catechismo: comprendere ogni minima virgola de Il Vangelo di Biff 😀

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