Leggendo #47 – Harry Potter, the Philosopher’s Stone e il primo libro in lingua originale

Premessa: era da molto tempo che desideravo leggere un libro in lingua originale, un libro in inglese per migliorarmi e lanciarmi nel piacere della lettura non deformata e non filtrata da improvvisati traduttori che spesso giocano con qualche virgola, qualche frase o addirittura qualche pagina, cambiando radicalmente stili e significati. Devo ammetterlo, per qualche mese ho indugiato su quale opera in inglese affrontare per la prima volta finché alla fine ho pensato: Perché non recuperare quella saga internazionale che tanto ha fatto parlare grandi e piccini e che io, per un motivo o per l’altro, non ho ancora avuto il piacere di leggere? Et voilà: Harry Potter, here we come!

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Perché in molti si sono sconvolti quando ho svelato il mio segreto più recondito: di Harry Potter sapevo solo che ci avevano fatto dei film tratti da dei libri scritti da una certa J. K. Rowling, la quale aveva cominciato a scarabocchiare la storia del maghetto più amato nel mondo su alcuni tovagliolini in un bar (sarà poi vero o la classica leggenda metropolitana che fa alquanto gola?) e che mai, in 23 anni, mi era venuta la curiosità di aprire qualche pagina. Ma della serie meglio tardi che mai qualche pagina l’ho letta e, chi l’avrebbe mai detto, è stato subito amore a prima vista.

Parlare della trama e della bellezza di Harry Potter and the Philosopher’s Stone è, ovviamente, alquanto banale: sarebbe come ascoltare un padre che esalti il proprio bebé appena nato, dicendo è il più bel bambino che si sia mai visto sulla faccia della terra (quando si sa, tra l’altro, che molti neonati son veramente inguardabili fino a quando non cominciano a fare qualche sorrisino, vabbè). Quello che voglio fare, quindi, è semplicemente spiegare come la prima lettura in inglese sia stata chiara e molto più esaltante di quanto mi aspettassi, come una porzione magica inaspettata (giusto per rimanere in tema), e come il primo Harry Potter, sostanzialmente, non si scordi mai.

La solidarietà e l’empatia per quel bambino che vive nel cupboard di casa Dursleys si fanno sentire sin dalle prime pagine che subito acchiappano l’attenzione del lettore e che, capitolo dopo capitolo, lasciano sempre più spazio all’immaginazione e all’entusiasmo. Cominciando da Diagon Alley, passando per il famosissimo Platform 9¾, fino ad arrivare alla vista del castello di Hogwarts  dall’Hogwarts Express, con tutte le sue torri e il temibile bosco circostante, la lettura diventa sempre più frenetica e, nonostante si sappia che dopotutto Harry Potter ce la farà, ogni possibile espulsione dalla scuola è una scatenata corsa contro il tempo (e le pagine!) per arrivare a quel trionfo tanto sudato, quasi strappalacrime, che parla di Valori, di Amicizia, di Forza di Volontà e di tutte quelle cose buone di cui si vuol sentire parlare.

Perché ancora nel 2014, il lettore vuole leggere Storie. Perché una lettrice di 23 anni non è troppo vecchia per fremere davanti alle parole but it wasn’t Snape.. It wasn’t even Voldemort.. (…). Perché un’autentica avventura, costruita con tutti gli stratagemmi che una Signora Avventura necessita, è a volte tutto ciò di cui si ha bisogno per scuotere l’animo e ricominciare a correre. Harry Potter and the Philosopher’s Stone è stato tutto questo per me, come la prima volta che si legge un romanzo e si è euforici per la storia ma, soprattutto, di essere riusciti a cogliere ogni sfumatura nonostante l’emozione della prima volta con un libro. Così semplice eppure così eccitante, così elettrizzante, così pieno di vita che non ti rimane che aspettare il momento in cui leggerai il seguito.

E l’entusiasmo si raddoppia dal momento che oggi, 25 marzo 2014, il mio piccolo spazio compie un anno. Un mio piccolo progetto, il primo vero Progetto in assoluto, che pur non coinvolgendo lezioni di magia ha saputo regalarmi piccole soddisfazioni e grandi incantesimi, in primis l’affetto che un libro può dimostrare al proprio lettore, riempiendo quei vuoti che le persone, invece, sanno aprire nel cuore di un’altra. E per una volta, solo per questa volta, ringrazio me stessa ma soprattutto tutte quelle pagine che in un anno hanno saputo essere i miei migliori amici, invincibili compagni di viaggio e spalle su cui piangere, veri e propri sostegni e spunti per trovare quei piccoli attimi di felicità che rendono migliore una giornata uggiosa e malinconica. E ora, per festeggiare, di corsa sotto le coperte con tisana e kindle: la primavera, e il primo sole, possono anche aspettare. 

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27 thoughts on “Leggendo #47 – Harry Potter, the Philosopher’s Stone e il primo libro in lingua originale

    • Perché immagini già che sarà una di quelle Storie che ti farà tornare bambino in meno di un paragrafo, che ti lascerà con il fiato sospeso come ogni Avventura deve saper fare 🙂

      Ti ringrazio tantissimo io, Valentina! E anche per me è sempre un piacerissimo leggervi!

      Viva i libri!

  1. Sono capitata oggi per la prima volta nel tuo blog e ho amato questo post ♥ io Harry Potter l’ho letto da piccola, avevo undici anni come lui ed è stato una magia, ha fatto la mia infanzia e ancora ci sono così tanto legata che è da un po’ che penso di rileggermelo tutto, non hai fatto altro che farmi venire la voglia di farlo, ancora di più!
    Complimenti, scrivi davvero meravigliosamente, sono una tua nuova follower :3

    • Ciao carissima!
      Grazie mille per i complimenti, sei gentilissima!
      Sto sbirciando anche io il tuo blog e mi piace tantissimo, soprattutto la ricetta dei biscotti alla Nutella da cui mi ispirerò subito per farne alcuni gluten free :3
      Per Harry Potter posso immaginare! Leggerlo da bambina deve essere stato veramente entusiasmante ma io purtroppo me lo sono persa perché in biblioteca, da piccina, mi perdevo solo tra gli scaffali dei romanzi gialli.. Fortunatamente ho trovato un piccolo escamotage per recuperarne la lettura.. e che lettura!
      Grazie mille ancora dei complimenti e a prestissimo! 🙂

  2. Io ADORO Harry Potter tanto che critico da sempre i film facendomi odiare da tutti “nel libro non andava così”, “il libro era meglio”, “non possono saltare certe scene!” ecc. Avevo anche io l’idea di rileggermeli in lingua originale ma ho una paura folle di non capirci una cippa! 😀

    • Pensa che io vidi solo il primo film quando uscì (quindi avevo 10 anni o giù di lì) ma poi li persi tutti, completamente disinteressata! A leggere i romanzi solo ora avevo paura di non riuscire a “immaginare” i protagonisti (gli attori che li interpretano son troppo noti!) e invece la Rowling è veramente spettacolare!

      Per la lettura in inglese, invece, te la consiglio tantissimo! Se poi li hai già letti ti saprai districare bene fra le pagine! A me ha aiutato molto la lettura su kindle che ha il vocabolario integrato: è stato di grandissimo aiuto!

  3. Il tuo è un bellissimo post, su cui non potrei che concordare in pieno. Non si è mai troppo vecchi per una buona storia e per un po’ di sana magia, aggiungerei. 😉

    Per quanto riguarda la lettura dei libri nella loro lingua originale, cambia veramente tutto!! tra l’altro, la Rowling scrive veramente molto bene, ha uno stile fluidissimo e un ritmo che io trovo particolarmente piacevole. Non potevi scegliere un primo libro migliore!

    Non posso non concludere il mio primo commento al tuo blog, se non facendoti gli auguri per il compleanno di questo delizioso spazio.
    A presto!

    • Grazie mille degli auguri! Mi sento come una giovane mammina fiera del suo piccino :3 son veramente piccole ma grandi soddisfazione!
      Per la lettura confermo tutto! Avevo molta paura per lo stile e invece è filato tutto liscio, anzi, mi ha aiutato molto anche a ricordare alcune regole grammaticali di cui avevo completamente dimenticato l’esistenza 😀
      Grazie mille ancora per essere passata e a prestissimo!

  4. Son passati quasi dieci anni da quando lessi, con incredibile scetticismo, il primo libro della saga di Harry Potter. Contrariamente alle mie previsioni, mi innamorai della storia del maghetto: acquistai tutti i libri già pubblicati e attesi con impazienza l’uscita degli ultimi due volumi (che divorai in lingua originale). Harry Potter rappresenta una parte della mia vita ormai trascorsa, da allora le mie letture e la mia esistenza sono completamente cambiate, ma a ripensarci mi viene sempre un briciolo di nostalgia!

    • Oh, immagino l’emozione di dover aspettare l’uscita del seguito! A me (e aggiungo, purtroppo!) non è mai capitato di dover contare i giorni per una lettura tanto agognata, soprattutto se il seguito di una serie tanto amata! Mi era capitato un poco con le cronache del mondo emerso della Troisi ma avevo 16 anni, era invasata di fantasy e i primi due volumi erano già stati pubblicati.. tempo di leggerli ed era uscito il terzo!

      Non so come avrei preso Harry Potter da piccina però lo sto leggendo in un periodo in cui per me stanno cambiando tantissime cose quindi son certa che diventerà anche per me una lettura nostalgica per guardare al passato 🙂

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