Leggendo #41 – Quel Dieci Dicembre di Saunders di cui tutti chiacchierano

Questo Leggendo sarà breve, e un poco istintivo, perché quando rimango perplessa da una lettura non me ne esce di capacitarmene e devo trovare ad ogni costo una risposta. Il Problema? Questo maledetto George Saunders. La causa? “Dieci Dicembre”, che mi ha lasciato perplessa.

Non so. Il problema di una raccolta di racconti è che immancabilmente se ne ama uno terribilmente ma subito dopo ci si chiede cosa fosse quell’obbrobrio successivo al suddetto amato. Anche con George Saunders, così acclamato, così emulato, così amato alla follia, la musica non cambia e tra un divino “Fuori dall’aracnotesta” si passa ad un impenetrabile “Fiasco Cavalleresco” per tornare poi alla poesia di “Dieci Dicembre”. Alcune perle di questa raccolta, “Dieci Dicembre” appunto, sono da portare nel cuore per sempre ma alcune, ve lo dico, mi paiono una sorta di presa in giro al Lettore, quello che vuole le Storie, le Emozioni, la Trama e non lo stile astruso fine a se stesso e, tantomeno, la dimostrazione delle proprie capacità creative.

Perché, ancora una volta, la domanda sorge spontanea: può la stima per lo stile di uno scrittore superare ogni ostacolo, anche quello di una trama poco elaborata? Il Lettore, quello che Legge, come può votare un’opera come quella di George Saunders? Non c’è giusto e sbagliato nei gusti, si sa, ma a volte non c’è nemmeno giusto e sbagliato nella critica. Questo George Saunders, che mi lascia perplessa su tutte le cinque stelline di Anobii e Goodreads, mi porta a chiedere cosa abbia trovato chi l’ha votato entusiasta a pieni voti. Farselo piacere è la prova per far vedere che si apprezza la difficoltà della lettura reduce da tutti quei periodi costruiti uno sopra l’altro in modo assurdo e poco ordinato? Difficile è uguale fico? Non so, sono perplessa.

Ovviamente non sto dicendo che “Dieci Dicembre” è da buttare dalla finestra. Vorrei solo dire agli entusiasti che sì, le tematiche di George Saunders sono forti e l’importanza di sottolineare il degenero della nostra umanità impeccabile ma ciò non significa che Tutto è inevitabilmente bello. “Dieci Dicembre” non è necessariamente divino. È bello ma con i Ma. Che poi anche i Ma, diciamocelo, fanno il loro dovere. E poi nient’altro, non so. Continuo a rimanere perplessa. Illuminatemi.

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4 thoughts on “Leggendo #41 – Quel Dieci Dicembre di Saunders di cui tutti chiacchierano

  1. Eccomi, sono uno di quelli da 5 stelline per “Dieci Dicembre”, e anche di più per Saunders.

    Voler spiegare perché piaccia un libro è un’impresa impossibile, entrano in gioco talmente tanti fattori personali e non, Nellie, che quello che piace da impazzire a me (in Saunders, ad esempio) può risultare niente di ché ad un altro. Io ti dico che “Dieci dicembre” mi è piaciuto molto proprio perché 1) lo stile di Saunders è capace di adattarsi di volta in volta alla storia che ci vuole raccontare, e a me gli scrittori che hanno questa particolarità soddisfano sempre, perché oltre a dimostrare di saper tenere in mano una penna, dimostrano anche che ci hanno lavorato e studiato sopra; 2) le trame dei racconti sono stupende: Saunders ha una fantasia che sinceramente non trovo in molti scrittori di racconti, sa sempre quale elemento inserire nei suoi racconti e, PUFF, ne fa uscire un racconto diverso da tutti gli altri.

    Sai, Nellie, poi magari mi smentirai immediatamente, probabilmente tu preferisci i libri ai racconti brevi, e forse questo si riflette nel fatto che in Saunders non hai trovato quello che ti aspettavi. Nel racconto breve lo stile dell’autore ha un peso enorme (hai poco spazio, devi colpire il lettore immediatamente), se poi ci mettiamo che Saunders è un tipo da racconti stravaganti che sembrano non iniziare né finire, può essere che tu non sia riuscita a classificarli. Però ci può stare: io Saunders non lo consiglierei a tutti i lettori, è un autore che bisogna saper prendere, quindi non mi meraviglio che ci siano pareri discordi. E’ anche qui il bello di noi lettori 🙂

    (Meriterebbe un discorso a parte, che non farò, l’hype con cui viene accolta ogni uscita della Minimum Fax, casa editrice che sa indubbiamente come muoversi suoi social network (twitter in primis) e che spinge un mucchio di gente a rivelarsi entusiasta per certi libri che, pubblicati da qualcun altro, non avrebbe mai neanche guardato in faccia. Moda? Lettori facilmente influenzabili? Non so, dico solo che adoro la Minimum Fax, ma bisogna sempre guardare al singolo libro, piuttosto che incensare ogni uscita solo perché viene da quella casa editrice.)

    • Eccoti, ti aspettavo lettore da 5 stelline!

      E no, non ti smentisco perché ci hai azzeccato: io sono una da Libri e da storie con un capo e una coda ma è anche vero che apprezzo molto il surrealismo e le trame campate per aria. Non a caso, se ben ricordi, ho apprezzato e amato alla follia “La Boutique del Mistero” di Buzzati dove ci sono racconti che paiono appoggiati lì senza uno scopo preciso senza contare il mio infinito amore per “Il bar sotto il mare” di Benni, altro capolavoro a racconti.
      Detto questo, alcune pagine di Dieci Dicembre mi hanno colpito e certamente mi resteranno impresse per sempre (le visioni futuristiche in primis!) ma tutto questo entusiasmo che ho sentito in questi mesi proprio non l’ho trovato, non so. Certo, ha un grande stile ma siamo proprio sicuri che TUTTI i racconti hanno raggiunto la perfezione che si chiacchiera? Le tematiche, dopotutto, si avvicinano spesso l’uno all’altra.. Non so, rimango confusa. Ormai l’ebook ce l’ho quindi magari una volta o l’altra ritenterò con quei racconti che non mi hanno convinto.

      Per quanto riguarda la Minimun Fax, invece, confermo tutto ciò che hai detto. Forse è stata proprio a casa dei suoi tweet che mi sono ritrovata in questo baratro letterario 😀 in ogni caso, se tu sei una grande appassionato di Saunders, rimango in attesa di letture che mi possano delucidare lo scrittore 😉

  2. Io ho amato tutti i racconti, certo alcuni di più altri di meno, ma è stato proprio il suo stile a prendermi. Io non l’ho trovato difficile, innovativo se mai. Una boccata d’aria fresca dopo tanti tipi di scrittura tutti uguali. Come sempre però la lettura è soggettiva e cambia sia da persona a persona sia da momento a momento. Forse l’ho semplicemente letto nel periodo giusto e con la giusta dose di voglia di novità.

    • Certamente il momento fa molto, io non sapevo cosa aspettarmi se non un capolavoro come tutti mi avevano detto ripetutamente quindi son rimasta un po’ perplessa.. Mannaggia alle aspettative come sempre. In ogni caso presto voglio recuperare, ora che so cosa aspettarmi vorrei leggere altre opere di Saunders per trovare quello che non ho colto!

      Per lo stile ovviamente confermo, niente di più assurdo e nuovo!

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