Leggendo #36 – Lavoro o Piacere?

Non sarò oggettiva con Madrigal perché il Lavoro Vero è un problema di tutti noi che aspiriamo al Futuro cercando ancore di salvezza ad ogni angolo. Non sarò oggettiva perché la tematica è troppo sentita, perché il problema è proprio lì da vedere. Tra mangiare e sognare vince sempre la necessità primaria dell’essere umano: restare in piedi. Cercare ciò che si sogna, cercare l’indipendenza e il proprio Spazio.. Ma per riuscirci, quanti compromessi si è pronti ad accettare?

Alberto Madrigal racconta la sua esperienza a Berlino alla ricerca delle Risposte che ogni irrequieto Animo umano cerca. Ha poi raccolto la sua biografia in “Un Lavoro Vero“, pubblicato da Bao Publishing nella collana “Le Città viste dall’Alto”, una collana che sta incantando ogni lettore, soprattutto me. Perché scegliere il Futuro non è mai semplice e un Viaggio sembra ormai il riscontro necessario per capire e per capirsi. Ed è così che dopo Sualzo e il suo “Fermo“, ora tocca a Madrigal raccontare la sua Avventura alla ricerca del Sé. Ma è un’indagine difficile, scombussolata. Dopo alcune tavole iniziali che intrecciano passato e futuro, la storia prende il via dalla scelta del protagonista di partire per Berlino, abbandonare il suo lavoro per inseguire il suo sogno: diventare un autore di fumetti.

Ma la via non è semplice. Cercare l’ispirazione, le idee.. Lavorare ogni giorno al proprio Piacere non è come tracciare linee sul taccuino tra una pausa e l’altra. Serve l’Idea, serve il momento di Pace che liberi la mente, serve essere Liberi ma non liberi per sempre. Perché forse si respira meglio la Libertà quando si è incatenati a qualcosa, quando finalmente si arriva a casa, al caldo, e ci si può dedicare a ciò che si ama. Magari non ogni giorno, magari una volta a settimana, ma quando poi accade è tutto più magico. Alberto Madrigal cerca di arrivare a un punto ma lo svia, non lo dice chiaramente. Le tavole a volte si perdono, si confondono, non c’è una via evolutiva netta (proprio come invece c’era in Fermo). Il percorso dell’autore, infatti, è ambiguo, lo si deve intuire tra gli spazi Vuoti delle tavole che Madrigal lascia riempire a noi. Perché nonostante tutto la conclusione c’è ma forse è soggettiva per ognuno di noi: ogni frase è filtrata in modo differente e ognuno trova la sua risposta e il suo sinonimo di Lavoro Vero.

A questo servono i soldi. A fare colazione fuori. Non a comprare la casa.

A questo servono i soldi. A darci piccoli momenti di libertà che ci curano l’Animo.

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