Leggendo #34 – Mettersi in pausa e Fermarsi

Dicono che le Storie inventate siano le migliori perché la loro creazione è frutto di una mente eccelsa che si è catapultata in un altro mondo. Nel mio piccolo, credo che non esista Storia che non abbia un minimo di autobiografico e non esista Avventura dove l’Autore non abbia messo un pezzo di sé, forse per rendere l’opera ancora più sua, per vivere un Qualcosa che nella Realtà non troverebbe. Sualzo, in “Fermo“, ha messo ancora quel poco della sua vita e delle sue esperienze, come ne “L’improvvisatore”, e ha reso una graphic novel un preludio alla vita e alla scoperta del proprio animo. E, leggendolo, è inevitabile confrontarsi con il protagonista, con il giovane Sualzo..

Ma il cielo è sempre più Blu cantava Massimo durante le passeggiate in collina pensando, fra sé, a chi va sotto un treno. Massimo era una delle persone che Sebastiano, in “Fermo”, si ritrova a dover aiutare durante il suo servizio civile. Correva l’anno 1996 e come studente universitario di lettere, Sebastiano sperava di passare un anno fra le scartoffie dell’archivio della biblioteca di Bibbiena, un paesino sull’appenino tosco – romagnolo. Quale stupore, invece, quando scoprì che il suo lavoro avrebbe consistito nell’aiutare le persone nel ruolo di assistente sociale. Malati terminali e malati di mente diventarono così il suo pane quotidiano, proprio lui che soffriva di attacchi di panico e di ipocondria. La conseguenza inevitabile? Il Cambiamento, o, più semplicemente, la Crescita.

Sebastiano è adulto fuori ma è ancora piccolo dentro: il lavoro è un qualcosa che ancora non sa definire e il suo Futuro è solo una nuvola grigia. Le sue relazioni, inoltre, sono instabili e basta un piccolo allontanamento per mandare in fumo una relazione di anni. E poi c’è il jazz e il fumetto e tutte quelle cose che vorrebbe fare ma ancora non sa come. L’anno passato vicino alle persone bisognose aiuta Sebastiano a capirsi, a scoprire dove sta sbagliando, a indagarsi e rielaborarsi. Nell’opera di Sualzo, il Trovarsi è l’elemento principale che sprigiona la gioia della lettura e della scoperta, fisica e interiore. Perché “Fermo” fa parte della nuova collana della Bao Publishing dal significativo nome “Le Città viste dall’alto”. Protagoniste sono sì le città, come dimostra l’opera di Sualzo che mette al centro della storia Bibbiena con le sue viuzzole, ma, soprattutto, la città che è in Noi. Come un turista visita un paese per scoprire spazi nuovi, ognuno di noi cerca disperatamente, e nel minor tempo possibile, di indagare se stessi e scoprire i posti più belli da condividere con gli altri.

Perché, sostanzialmente, è solo capendo se stessi che si può [tornare ad] amare gli altri. Perché trovando se stessi, si trova la gioia di Condividere. Sebastiano, girovagando per gli Appennini e per le strette via di Bibbiena, ha trovato sé stesso riuscendo a condividere con la persona che ha amato quel nuovo pezzo di sé, cambiando le carte in gioco e trasformando un amore superficiale in una profonda amicizia. Perché poi, diciamocelo, l’importante è riuscire in quel qualcosa che ci piace, cercando di trovare ciò che più ci rende orgogliosi.

Perché per la prima volta in vita mia.. invece di fuggire, sono fermo!”

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5 thoughts on “Leggendo #34 – Mettersi in pausa e Fermarsi

  1. Condivido in pieno il tuo incipit. Infatti: Madame Bovary c’est moi. Credo che in tutti gli scrittori e soprattutto nei poeti ci sia una forte dose di ego. Ossia il desiderio di rendersi protagonisti di una storia e renderla pubblica, di crearsi una piccola dose di immortalità.Di marchiare il proprio territorio, insomma.

  2. Pingback: Leggendo #36 – Lavoro o Piacere? | JustAnotherPoint

  3. “Tsch, whatta you want? It was my first
    play. You know, you know how you’re
    always tryin’ t’ get things to come out
    perfect in art because, uh, it’s real
    difficult in life.”
    (W.Allen from Annie Hall)

    Grazie per la bella recensione.

    A.

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