Leggendo #29 – Irritabilità del Giardino di Cemento

Non riesco, proprio non ci riesco. Non riesco assolutamente a capire come Ian McEwan, sì, quel Ian McEwan, abbia potuto scrivere un qualcosa come “Il giardino di cemento”. Proprio non concepisco come quel Ian McEwan di “Espiazione” possa essere lo stesso autore di quel terribile romanzo che sto cercando di dimenticare nel minor tempo possibile. Eppure devo essermi persa qualcosa per strada. È come una sensazione sinistra che da giorni mi porta a ripensare all’opera di Ian. E se la bravura dello scrittore stia proprio nell’essere riuscito nel “rendere l’idea”? Ad accapponare la pelle? A trasportare quell’atmosfera così soffocante e nauseabonda, dalle pagine alla testa del lettore? Ma facciamo un passo indietro.

Sono passati un paio di giorni dalla lettura de “Il giardino di cemento”, pubblicato dall’autore inglese nell’ormai lontano 1978. Sono passati dei giorni eppure continuo a pensarci. A Jack, Julie, Sue e Tom. Quattro orfani che, dopo la morte improvvisa del padre, si ritrovano ad accudire una madre che lentamente si spegne nel suo letto e si lascia morire senza ribellarsi al destino crudele. Non c’è troppo amore materno, non c’è lotta alla sopravvivenza per restare vicina ai figli. Semplicemente un abbandono. Ed è di fronte all’abbandono che le menti già contorte di questi bambini/adolescenti diventano un pullulare di malsane idee e comportamenti malati. Non stupisce l’incesto, non stupisce la continua e ossessionata masturbazione del protagonista, non stupisce la temporanea sepoltura della madre in cantina. Niente di ciò può stupire il lettore perché sin dalle prime pagine l’aria all’interno del romanzo è irrespirabile. Il giardino di cemento, il giardino della casa che il padre vuole cementificare, è un preludio alla coperta che verrà stesa sui sentimenti e le emozioni dei protagonisti. Come automi, essi non ragionano sulle loro azioni: vengono spinti dall’istinto malato che si nasconde nelle loro menti fino ad arrivare a un punto di non ritorno. Il lettore rimane infastidito, è irritato dalle azioni dei protagonisti, dal fratello e dalla sorella maggiore che giocano a punzecchiare le parti intime della sorellina minore. È fastidioso e crea un disagio inaspettato che porta inevitabilmente a voler concludere il romanzo in modo frettoloso. Eppure, eppure..

Reazioni simili potrebbero arrivare da una scrittura profonda che trasporta il lettore all’interno della piccola comunità di orfani? Perché dopotutto di comunità si parla: i protagonisti non sono umani, sono alienati dal mondo e senza regole e limiti si comportano come animali. La bravura di McEwan è riuscire a portare i personaggi nelle nostre vite e smuovere il nostro subconscio? Cercare di farci capire quanto il nostro io è legato ai dettami delle leggi umane? Perché se fosse così, caro McEwan, io sono umana al centodieci per cento e la tua opera non può che farmi rabbrividire. E ancora. Se fosse davvero così hai veramente fatto ciò che ogni scrittore ha il compito di fare: interagire con le menti di ogni lettore e lasciare nel loro animo un qualcosa di nuovo che possa dare nuovi spunti. Ma non voglio lasciartela vinta: il verde deve avere la buona e il cemento deve essere spezzato, distrutto. Come la mettiamo?

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20 thoughts on “Leggendo #29 – Irritabilità del Giardino di Cemento

  1. La bravura di McEwan sta secondo me (anche se non ho letto il libro, mi baso sulle poche righe che hai scritto del libro) nell’aver raccontato qualcosa di nuovo e la solita storiella che culmina con il deprimente ” e tutti vissero felici e contenti”. Una realtà difficile si ma che è ha un suo perchè, anche se malata questa verità, malsana, soffocante e pur sempre una verità. Mi ha fatto venire la curiosità di leggere il libro.

    • Esatto! Cioè, la bravura può essere stata proprio quella ma è veramente difficile accettare ciò che racconto. È un romanzo brevissimo eppure mi è pesato come un macigno! Molto dipenderà anche dalla sensibilità delle persone, ovviamente, ma credo che nessuno possa rimanere indifferente a una storia simile! Mi fa piacere sapere che sono riuscita a incuriosire 🙂 fammi sapere come lo troverai!

      • Assolutamente, certo la reazione della gente di fronte a certi atteggiamenti sarà negativa e punitiva ma sai in fondo lui ha soltanto raccontato una storia che può piacerti o meno ma resterà sempre una storia che racconta “una realtà”, perchè purtroppo nel mondo certe cose capitano è questo il vero dramma a cui dovrebbero pensare le persone e non soffermarsi alla scena ed archiviarla subito come
        volgare.

      • Non è questione di volgarità. È questione di alienazione proprio, di vivere senza nessuna legge umana e fisica. Al di là della storia bella o brutta ci sono proprio i rapporti umani da studiare con le loro reazioni! Forse bisogna proprio leggerlo per capire dove sta il “fastidio”!

      • Espiazione, veramente bello! Ma ancora più apprezzato e amatissimo è stato L’inventore di sogni, per bambini ma amatissimo anche dagli adulti perché racconta tutte le paure più frequenti nei bambini in modo molto particolare! Poi c’è Miele, deludente come pochi.. Ora vorrei leggere Cortesie per Ospiti per riuscire a capire come è possibile che questo autore sia così oscillante per me ahsh

      • Amsterdam muta quando nella realtà con le sue luci e i riflessi nell’acqua trasmette più di quanto a volte possa fare una persona? Ahhh, maledetto Ian!

  2. Di Ian Mc Ewans, ricordo di aver letto Chesil Beach. Anche lì andava giù pesante con la prima esperienza sessuale dei due giovani protagonisti. Quella che avrebbe dovuto essere una festa, si trasforma in una notte di incubo. E tutta la loro vita ne resterà sconvolta. A questo punto mi viene il dubbio che per il buon Ian, il letto matrimoniale anzichè un oasi di delizia, sia un luogo di pena.

    • Roberto, mi fai morire! Ahaha! Cosa avranno fatto mai queste donne al povero Ian? Questa morbosità nasconde troppe paure e questioni irrisolte.. Le trasmette al lettore sperando di liberarsene, su questo non c’è dubbio!

  3. Non ho mai letto niente di Mc Ewan, grave mancanza la mia lo so! Con cosa mi consigli di inziare? Questo lo escludo a priori vista la tua recensione!

    • Io direi di iniziare con L’inventore di sogni! È molto carino e ti ritroverai sicuramente in una delle paure infantili che McEwan descrive! Anche Espiazione è molto bello, un po’ pesante e scritto molto bene ma la storia è particolare! Questo no, assolutamente! E neanche Miele! Sai cosa, lui scrive bene ma a volte sceglie di quegli argomenti che non si possono sentire.. Bah!

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