Leggendo #27 – Surreale Animo Umano di Murakami

Il mio primo Murakami e non ho idea di come il mio animo l’abbia presa. È un po’ come un viaggio in treno, di quelli lunghi, e tu sei stanchissimo e vorresti addormentarti ma cerchi di resistere per goderti il paesaggio ma cadi nel sonno, ci caschi e ti risvegli in preda al panico e all’agitazione: dove sono? Ho perso la mia fermata? Ho tutti i miei bagagli vicini? A chi posso rivolgermi? Ma mentre ti poni queste domande sai che il viaggio continua, sta continuando anche mentre te le poni e pensi che tutto sommato a volte si possa anche godersi l’attimo e lasciare al dopo tutte le domande, tanto il treno sta comunque procedendo sui binari e tu di certo fermarlo non puoi.. né ora né mai.

La ragazza dello Sputnik” è tutto questo e molto di più. Sumire e Myu si incontrano e tutto cambia nella vita della giovane aspirante scrittrice, la dolce Sumire che distratta e malinconica della Vita che deve ancora vivere si chiede come possa una donna più grande di lei, e già sposata, cambiarla nel profondo dell’animo e scuoterla terribilmente come nessuna aveva mai fatto con lei. Cresce piano questo romanzo, la trama prende lentamente il via, rallenta e si sofferma sul passato, poi cerca di procedere e ancora più avanti e sempre più veloce, ingranando, prende la rincorsa e quindi via: arriva al culmine, cerca di svelare i suoi misteri ma poi.. poi? Cosa succede? Non credo che il lettore se ne renda davvero conto, non credo che possa davvero capirlo. Perché poi le tematiche toccate dalla Ragazza dello Sputnik sono innumerevoli: ogni pagina contiene spunti e riflessioni che in base all’esperienza del lettore stesso e alla sua sensibilità, egli riuscirà a cogliere e sviluppare. E non è tutto: ho letto di tanti pareri negativi riguardo al finale semi – aperto, non aperto o inesistente di questo romanzo, pareri che si contraddicono e si chiedono cosa voleva dire veramente Murakami. A parer mio l’autore ha voluto sfidarci: ha voluto far scegliere a noi a cosa credere e a cosa non credere, dove far finire la realtà e da dove far partire l’immaginazione. Perché sostanzialmente è il doppio il vero protagonista di questo romanzo, è il doppio dei diversi aspetti della vita: il sogno o la realtà, l’amore o l’odio, la vita o la morte, il giusto o il sbagliato. A cosa preferite credere voi? A cosa aspirate nella vostra vita? Accettate la realtà o continuate a sperare? E mentre ve lo chiedete sdraiatevi nella vostra stanza e abbandonate il vostro corpo: come i protagonisti del romanzo fatevi guidare dai Lieder di Mozart. Sarà tutto un altro viaggio.

Ciò che mi è rimasto dentro di questo romanzo? Lo stile narrativo così semplice in contrasto alle domande dei protagonisti così difficili nella loro semplicità. Il procedere del narratore, l’innamorato di Sumire con il suo punto di vista è tutto speciale e tutto suo perché niente può essere più sincero e trascinante di un cuore spezzato, di un cuore che spera, di un cuore dalle mille sfumature che cerca di rimanere saldo al suo posto. Le descrizioni che sanno alienare il lettore, sanno portarlo sul posto quasi a toccare l’ambiente stesso, quasi a sentire il rumore delle onde e l’odore della salsedine. E forse prima di tutto, inconsapevolmente, la voglia di scrivere, la Scrittura come vera protagonista dell’intera opera, quasi a cercare in lei tutte le risposte. Forse senza cercare: la Scrittura ha davvero le Risposte.

Perché è così imperativo per me scrivere? La ragione è semplice. Perché per pensare a qualunque cosa ho bisogno di metterla prima di tutto per iscritto. È stato così fin da quando ero piccola.

E la domanda nasce spontanea: leggerò un altro Murakami? Assolutamente sì ma solo quando ne sarò pronta. È una medicina da prendere a piccole dosi, senza abusarne, solo quando l’Animo ne ha bisogno. 

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7 thoughts on “Leggendo #27 – Surreale Animo Umano di Murakami

  1. Bella la tua recensione e concordo con la tua affermazione finale “Murakami va preso a piccole dosi” ma a volte ci vuole! Io sono in “astinenza” da Murakami da un po’! Al più presto leggerò qualcos’altro di suo… Devo solo trovare il momento giusto per godermelo come merita 😉

      • Io ho amato “Norwegian wood”! Ho apprezzato anche “1Q84. Libro 1 e 2”. Mentre “Kafka sulla spiaggia” non mi ha convinta più di tanto (davvero troppo surreale). Mi attira molto anche “La fine del mondo e il paese delle meraviglie”…più avanti lo comprerò!

  2. Un paio di anni fa ho fatto il pieno di Murakami.Ora mi è tornata un po’ di nostalgia.Rileggerò “la
    ragazza dello sputnik”, anche perchè,in verità, mi ricordo poco della trama.Ho scritto sul primo foglio di risguardo: 1 giugno 2011; pag.224 – Sogno.A volte mi sembra che sia l’unica cosa giusta da fare.-

    Concordo con Alessandra.Anch’io con “norwegian wood” ho avuto un buon rapporto.

    E che dire di “l’uccello che girava le viti del mondo” che io considero una sorta di “summa murakiana” ?

    • Che bella la citazione che hai scelto! A parer mio racchiude un po’ tutto il senso del libro, non trovi? Amo le atmosfere oniriche e surreali nelle quali trovare il significato che più si adatta a te! Appena leggerò i prossimi ti farò sapere, Roberto!

  3. Mi unisco al coro: Norwegian Wood è stato il mio primo Murakami e da allora è rimasto uno dei miei romanzi preferiti di sempre. L’infatuazione fu tale che decisi di comprare tutti i suoi libri, e così ho fatto, anche se fino ad ora nessuno mi è mai entrato dentro allo stesso modo (devo comunque precisare che i pochi che devo ancora affrontare sono proprio quelli che spesso sono indicati come i più belli). Per cui sì, pur non sentendomi di sconsigliare nessuna opera di Murakami, se dovessi indicarne uno imprescindibile opterei anch’io per Norwegian Wood.

    Tra parentesi, bel blog. Tornerò per spulciare un po’ l’archivio ed eventualmente lasciare qualche altro commentino 🙂

    • Beh, con questo commento mi hai assolutamente convinto! Aspetto però di avere un momento di calma perché non voglio perdermi Murakami tra un treno e l’altro, credo sia da assaporare con calma e tutta il tempo che gli si possa dedicare.
      Grazie mille per il blog! Torna quando vuoi e consiglia come vuoi 🙂 serve a questo condividere i propri hobby!

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