Leggendo #19 – Passeggiate notturne con Mohsin Hamid

Un libro che è un fuoco d’artificio. Non sai di preciso quando viene acceso, non lo puoi vedere. Ma piano piano il fischio aumenta, senti che qualcosa sta per esplodere nel cielo, lo senti sulla pelle e dentro di te e quando succede è già tutto finito e tu rimani spiazzato, a rimirare il cielo e farti un sacco di domande.

Sono queste le prime impressioni a “Il fondamentalista riluttante” di Mohsin Hamid, forse un po’ troppo forti perché come nel romanzo breve la lettura è cominciata con la luce del pomeriggio, è proseguita con i bagliori del tramonto ed è terminata con una piccola lampadina, unica fonte luminosa nella notte.

Un passante, che ferma un altro passante e insieme raccontano una storia. O meglio, dire insieme è sbagliato perché è solo la voce narrante, il nostro pakistano Changez, a narrare i fatti, la sua vita.. un lungo monologo che diventa flashback con improvvisi ritorni al presente, a Lahore, importanti quanto il passato seppure minimali all’interno della storia.

Quattromila anni fa noi, popolo del bacino del fiume Indo, avevamo città con strutture a griglia e vantavamo un sistema fognario sotterraneo, mentre gli antenati di coloro che avrebbero invaso e colonizzato l’America erano barbari analfabeti. Adesso le nostre città sono ammassi insalubri e perlopiù privi di pianificazione urbanistica, mentre gli Stati Uniti hanno università dotate di capitali superiori al nostro budget nazionale per l’istruzione. Una così enorme disparità provocava in me un senso di vergogna.

È così che comincia il viaggio tra passato e presente e tra presente e futuro. E poi quel giorno che cambiò tutto: un attacco terroristico come fu quello dell’undici settembre non solo fu un grande colpo per gli americani ma anche per tutti gli stranieri ormai integrati nella società americana e improvvisamente visti come possibili terroristi o criminali.

Tra le tante domande che porta questo libro c’è il tentativo di capire perché siamo così difficili, perché c’è così tanta Sofferenza che non si spiega. Le pagine sicuramente scivolano via, lo stile è uno dei più apprezzati ma la storia, la Storia rimane nei pensieri. Ed è forse per via della figura di Erica, la donna che accompagna Changez nel suo cambiamento, nella sua trasformazione e dei suoi problemi psichici che sono poi quasi un anticipo di quelli di Changez.

Amore, guerre e odio, tutto condensato in sole 134 pagine. Un barlume che ci tiene svegli e ci porta a chiederci cosa stiamo veramente vivendo.

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8 thoughts on “Leggendo #19 – Passeggiate notturne con Mohsin Hamid

  1. Anche questo da tempo della mia wishlist.
    Anche questo dovrai prestarmelo.
    Anche di questo andremo a vedere il film insieme ❤

      • Per forza prima del film accidenti!
        Però se l’hai letto con così tanta passione, penso e spero di riuscire a godermelo in poco tempo 🙂

      • Ma sì, guarda che è breve! E in realtà come ho scritto più su non so se voglio vedere il film perché a renderlo bello non è solo la storia ma soprattutto lo stile e sicuramente il film peccherebbe molto a distanza di così poco tempo dalla lettura @@ comunque vedremo!

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