Leggendo #5 – Perdersi nella Boutique di Buzzati

In treno, a fine giornata, ho chiuso la mia copia de’ La Boutique del Mistero di Dino Buzzati. Ho guardato fuori dal finestrino (come ho fatto alla fine di ogni suo  singolo racconto) e l’unica cosa che ho saputo chiedermi è stata: Caro Buzzati, come fai ad indagare l’animo umano sotto ogni suo aspetto, positivo o negativo che sia, e presentarlo senza peli sulla lingua come se fosse la cosa più semplice del mondo? La Boutique del Mistero è la Boutique della nostra mente, è il centro commerciale con i nostri pensieri dove noi passeggiamo e riusciamo a stupirci di noi stessi.

La Boutique del Mistero è una raccolta di racconti che ti apre il cuore e te lo coltiva con amori perduti, angosce e paure quotidiane. Con i timori che tutti abbiamo e che il solo pensarci a volte ci fa ridere perché ridicola a volte è la loro soluzione se solo avessimo un poco di coraggio in più ( Il Corridoio del Grande Albergo ); con la semplicità che presentata nel più assurdo e apocalittico dei modi diventa la perla che ci fa sciogliere il cuore ( L’uovo ); con la sicura certezza di avere in mano il proprio destino quando invece nessuno può saperlo, tanto meno le vecchie tradizioni ( Il colombre ).. Potrei andare avanti per ore a cercare la morale in tutti questi racconti o per lo meno tutto ciò che Buzzati a parer mio ha voluto dirci con le sue parole, scegliendo i suoi racconti e presentandoli a noi seguendo un ordine che sicuramente non è poi così casuale..

E poi prima di chiudere c’è lui, Inviti Superflui: lo inizi e già stai male, sai benissimo come andrà a finire.. è già successo anche a te

Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo. (….) Dietro i vetri, nella sera d’inverno, probabilmente noi rimarremo muti, io perdendomi nelle favole morte, tu in altre cure a me ignote. Io chiederei “Ti ricordi?”, ma tu non ricorderesti.

E questo è solo il primo paragrafo: quattro pagine di vorrei, uno per ogni stagione e poi arrivi alla conclusione che non può che essere una.. Forse sarà meglio mettere questo libro nella libreria ma su quel lato vicino al comodino per poterlo riaprire e ricordare come siamo, perché nonostante tutto è anche bello sapere che non siamo soli, è bello sapere che qualcuno ha provato i tuoi stessi sentimenti, è bello poter condividere con una pagina tutto ciò che ti spalpita dentro.  E poi tornare alla Vita o come dice Buzzati nel suo ultimo racconto della raccolta ( I due autisti )

Poi la giornata ricomincia a macinarmi con le sue aride ruote.

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4 thoughts on “Leggendo #5 – Perdersi nella Boutique di Buzzati

  1. Adoro Buzzati e adoro questo libro. Sono d’accordissimo con te su tutto quello che hai scritto e penso che sia un autore sottovalutato. Se hai apprezzato la capacità di Dino di “vederti dentro”, non posso che consigliarti un libro: “Memorie del sottosuolo”, di Dostoevskij. Leggendolo, mi sono ritrovato a chiedermi: “com’è possibile che uno scrittore di due secoli fa riesca a conscermi così bene?” 😛

    • Memorie dal Sottosuolo l’ho letto ormai quasi due anni fa e non posso non essere d’accordo con te: incredibile! È da un annetto che ho sul comodino Delitto e Castigo.. Credo proprio che dovrò mettermi sotto!

      In compenso nel frattempo credo che leggerò Un Amore di Buzzati.. Ormai sono nella sua aurea e anche se raramente leggo due libri dello stesso autore nello stesso periodo, questa volta voglio fare un’eccezione!

  2. Strano, molti dei racconti che citi non ci sono tra quelli che ho letto. Ti pare normale? Le tue parole sono anche le mie. Parole che penetrano fin sotto la tua pelle. Straordinario.
    Luna

    • Come non ci sono?! Magari abbiamo due edizioni diverse con titoli diversi.. Cioè spero altrimenti cosa abbiamo letto? Ahaha comunque Buzzati è da tenere vicino al comodino e sbirciare ogni tanto! 🙂

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