Leggendo #3 – Fluttuare nel passato con Ishiguro

È come una prospettiva a volo d’uccello: trascinato dalle parole di Ishiguro vieni introdotto nel Giappone del dopoguerra e dei decenni precedenti. Il mondo dell’arte, della politica e la vita di Ono si fondono in un tutt’uno che nei racconti del protagonista corrono tra passato e presente per cercare una via di fuga dai possibili rimpianti e rimorsi i quali non vengono mai citati direttamente ma solo scolpiti tra le parole e le emozioni. Il futuro? Nell’ultimo paragrafo del libro, uno spiraglio di luce e speranza che forse ha contribuito a far diventare il Giappone la potenza che è oggi.

Stiamo parlando di “Un Artista del Mondo Fluttuante” (diversamente dalla vecchia e incorretta traduzione “Un artista del mondo effimero”) e l’autore non poteva che essere Kazuo Ishiguro. Al suo terzo romanzo viene promosso come Anne Tyler a Scrittore delle Atmosfere: sempre diverse e sempre in ambiti diversi, Kazuo riesce a immedesimare il lettore nelle diverse epoche e nelle diverse situazioni trascinandolo per mano, senza colpi duri e improvvisi ma solo dolcemente, attimo dopo attimo.

Mi è successo con “Quel che Resta del Giorno” (bellissima e da vedere anche la trasposizione cinematografica, fedele nei minimi dettagli e con tanto di Antony Hopkins come protagonista), con le vicende del maggiordomo Stevens che con il suo io narrante ci trascina nei segreti della dimora di Lord Darlington, parlando del passato e rievocandolo durante il suo viaggio finale, la cui meta comprenderemo solo dopo aver conosciuto il passato di Stevens.

Ci dobbiamo quindi stupire se la stessa tecnica la ritroviamo in “Non Lasciarmi“? Letto nel Gennaio dell’anno scorso non potei che commentarlo così:

E quel vento che soffia e trascina Tutto, il Tutto che ritorna e il Tutto che se ne va.. Il vento che sono le emozioni, i sentimenti e tutto ciò che è forte tanto da non lasciarci inermi, mai.

E quel vento soffia ancora oggi, nelle pagine di Ishiguro, ogni volta che riapro un suo romanzo e mi ritrovo sempre lo stesso stile che varia, tra vari generi letterari e vari spazi nel mondo.. il suo fluttuare e trasportarci lontano, dove possiamo perderci in altri universi, lontani eppure così palpabili.

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2 thoughts on “Leggendo #3 – Fluttuare nel passato con Ishiguro

    • Sisi! Te lo consiglio! In realtà la cosa bella di Ishiguro è che riesce a entrare a pieno nei suoi personaggi e a immedesimarsi completamente tanto che lo stile cambia inesorabilmente da libro a libro, da personaggio a personaggio.. In Quel Che Resta del Giorno è sobrio come lo potrebbe essere un maggiordomo inglese degli anni 40 ma che lascia intravedere nella sua serietà e apparente maschera la grande persona che sotto sotto è 🙂

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