Leggendo #1 – Ciò che conta è in Asterios Polyp

E’ stato difficile scegliere di quale libro parlare per primo. Tra gli scaffali della mia libreria la scelta è vasta: libri d’arte, romanzi di ieri e di oggi, vecchi manga che profumano ancora di ricordi adolescenziali.. Fra tutti ho pensato che sarebbe stato bello iniziare con un Graphic Novel, un po’ l’insieme di tutte le cose che ho elencato, un mix tra storia e disegno che in Italia purtroppo, sottovalutato, cerca ancora di farsi strada tra i generi portanti. E, ovviamente, il graphic novel scelto non poteva che essere un Signor Graphic Novel.

La prima volta che lo lessi, il passato Novembre 2012, non mi impegnai troppo. Il mio commento era stato “Quei colori, quelle teorie filosofiche, quelle linee e quelle curve che si trovano, si intrecciano, si allontanano e poi si ritrovano.. così da leggere e sfogliare e perdersi nei colori.”. Ma mi sbagliavo, nella mia verità stavo celando tanti di quei segreti che solo una lettura più attenta e meno distratta poteva darmi.

Stiamo parlando di “Asterios Polyp” di David Mazzucchelli, edito da Coconino Press e per raccontarlo non ci si può soffermarsi sulla sua superficie ma scendere molto più giù, oltre ai semplici colori che illuminano le tavole e che nascondono dietro a essi intere storie e caratteri. Poche settimane dopo la prima lettura volli abbandonarmi ad una seconda lettura e inutile dire di come mi accorsi di quanto non avessi appreso, di quanto i dettagli fan davvero la differenza tra una tavola e l’altra.

Il dualismo di “Asterios Polyp” (perché il dualismo sostanzialmente sta alla base di tutto, anche di questo romanzo grafico) viene innanzitutto anticipato già dal formato della copertina: il cuore di cartone grezzo viene lasciato in vista e ricoperto solo per metà dalla tela del colore della linea guida dell’intera storia, il viola. Mazzucchelli ci vuole già spoilerare la storia? Sicuramente ci abitua subito alla vista del filo conduttore. Perché se è vero che siamo nero o bianco, alto o basso, in realtà qui è proprio il viola che si oppone al tema principale del dualismo. È il Viola, composto da Rosso e Blu, da Hana e da Asterios, che cerca di farci capire come sia sbagliato abbandonarci in una scelta estrema, come sia invece molto più difficile ma decisamente più appagante cercare di fondere noi stessi nei due confini opposti e trovare il modo migliore per completarci. E i colori non sono un caso: questo coloratissimo graphic novel, come credo abbiate capito, presenta i personaggi nei loro colori-guida: Hana rossa e passionale, linea curva in quanto donna; Asterios azzurro e glaciale, preciso e linea retta non scende a patti con nessuno, procede solo per la sua strada.

Se non sono riuscita a convincervi o se forse sono riuscita a incuriosirvi ma ancora non vi fidate date un’occhiata a Conversazioni sul Fumetto: vi troverete uno speciale interamente dedicato al romanzo grafico, diversi articoli che oltre ad un’intervista con l’autore vi anticipano anche diverse tavole.. ancora non siete convinti? Permettetemi di dirvi che una storia d’amore un po’ straziante ma profonda a volte è proprio quello che ci serve per scaldarci il cuore.

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2 thoughts on “Leggendo #1 – Ciò che conta è in Asterios Polyp

  1. Sei riuscita a incuriosirmi eccome, Nellie! :3 Avevo già adocchiato questa graphic novel (oddio, stavo per scrivere noBel, non so perché! O_o), ma non ho ancora avuto modo di trovarla. Con la tua recensione, però, la curiosità si è acuita a livelli superiori! xD Cercherò con più convinzione! ù_ù/

    • Devi assolutamente cercarla! Pensa che io l’avevo ordinata in biblioteca e in pochissimo mi è arrivata 🙂 poi ho dovuto assolutamente acquistarla perché mi piaceva troppo: scialacquare i propri beni in libri!

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